domenica 29 ottobre 2017

L'abbraccio esprime la nostra capacità d'amare

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L'abbraccio esprime nel qui ed ora un'emozione viva, immediata: come tale apre la respirazione profonda diaframmatica, perchè cuore e diaframma si nutrono bene di emozioni vive e sane. L'abbraccio non sentito, o impaurito, si nota subito dall'immobilità di pancia e torace. Chi si sforza non sa abbandonarsi e ricevere con fiducia; chi non ha fiducia respira poco e ama poco. Nell'abbraccio asfittico , senza respiro, c'è paura d'amare , diffidenza di base, e distanza dal coinvolgimento affettivo. Chi non respira profondo ha le spalle e le braccia indurite incapaci ad avvolgere il corpo dell'altro ed il torace stretto, angusto, e come tale non sa e non riesce ad abbracciare. Conclusioni: "fammi vedere come abbracci e ti dirò quanto sai amare."

lunedì 23 ottobre 2017

Psicoterapia tra arte e scienza.


Stamani pensando alla dimensione inconmensurabile del sogno pensavo alle parole del mio maestro Aldo Carotenuto..."il nostro lavoro di terapeuti, diceva, è molto piu vicino al mondo dell'arte che a quello della scienza". Mi viene da pensare che il compito di un buon terapeuta, la sua missione, è quello di sostare e spostarsi dinamicamente sul punto di confine (punto d'unione direbbe Castaneda) d'incontro, tra arte escienza. Nel mio modus operandi ho adottato il modello Jazz. 

mercoledì 11 ottobre 2017

La solita lamentela in circolazione anche su FB


Gli uomini son tutti uguali,ci sono ancora uomini seri?, ti usano e poi ti lasciano, tante promesse, moine solo per portarti a letto. Mi ha lasciato, sto male ma non posso fare a meno di lui. Questo è un ritornello ben noto ormai che molte cantano ancora. La colpa naturalmente è sempre altrui e succede "stranamente" che poi il copione si ripete uguale alla prossima storia d'amore o di amicizia con lo stesso corteo di accuse, colpe e lamentele senza un minimo di consapevolezza. Alla fine : "è lui che è fatto così". "Consapevolezza" è aprirsi alla possibilità di vedere le cose in modo nuovo: "non è nel rapporto esterno il problema ma in quello interno a noi stessi." Quindi il vero conflitto non è con l'altro ma con noi stessi. Se si smette di proiettare sugli altri colpe e l'origine di ogni problema emerge un fatto interessante: ripetere lo stesso copione esistenziale nasconde la difficoltà a riconoscere i propri conflitti interni. "In realtà c'è una parte dentro te che ti ostini a non riconoscere e darle vita." Pertanto, inconsciamente, si cerca la persona che attiva dentro quella parte negata e la si fa (ri)vivere forzatamente con tutte le conseguenze, gli equivoci ed i conflitti che ne derivano. Dunque la persona con cui iniziamo una relazione non è mai sbagliata: è la sintesi perfetta dello stato della nostra personalità. L'altro è complice, collude esattamente con i nostri giochi interiori. Ecco che una persona dipendente infantile diventa pronta ad accusare l'altro di non lasciarle spazio, spazio che lei non sa o non vuole prendersi. Trovi la persona che ti tratta male perchè finalmente tiri fuori l'aggressività che non ti concedi mai, ma lo fai in modo distorto e ricattatorio. Cerchi sempre lo stesso tipo d'uomo, che magari ti tiranneggia, per mantenere vivo il tuo problema.Se ti abbandonano implori il loro ritorno perchè non puoi fare a meno di vivere e quel conflitto interno ti mantiene in vita, l'altro non c'entra.....quasi mai! 

venerdì 6 ottobre 2017

L'eros.....questo sconosciuto continuamente mistificato.



Nel mito l'eros è un fuoco un'energia invisibilmente misteriosa ma dagli effetti potentissimi fatta di sostanza cosmica (per Reich "energia orgonica cosmica"). È qualcosa che ci porta fuori da tutti gli schemi: mentali, culturali, famigliari, sociali, ideologici. L'eros va a braccetto col coraggio e con l'essenza della vita.
E' sentire vero, emozionale profondo, al di là di ogni comprensione mentale o deriva mistico-intellettuale. Ogni tentativo di pianificarlo o addomesticarlo lo fa fuggire. Occorre fare i conti con questa energia vitale che si esprime attraverso i canali nobili dell'esistenza: amore, arte, passione, bellezza, musica, poesia. L'eros non va capito, addomesticato o banalizzato è una luce divina che accende l’anima. Nel mito di Eros e Psiche eros fugge e si dilegua nel momento in cui Psiche vuole conoscerlo guardandolo con una candela accesa. Eros arriva nella nostra esistenza per risvegliare il divino dentro noi, l'immagine che ci caratterizza nel nostro vero percorso evolutivo, la vera sostanza di cui siamo fatti, il progetto individuale personale che è tipico per la nostra evoluzione: il destino unico vero da realizzare. Il grande potere dell'eros è quello di "accendere " l'energia vitale. L'eros fa piazza pulita di progetti mentali e futuri ipotizzati, di scorie del passato, (si nutre solo di vivo presente), del pensiero mentale che sterilizza l'energia in compartimenti stagni, di progetti e regole rigide, ideali e doveri ammuffiti ed infine del sesso meccanizzato senza amore. L'eros ha a che vedere con la "joie de vivre". 

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da sè, si situa sul confine tra Narciso ed Alterità...

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da se si situa sul confine tra narciso ed alterità... Il confine tra narciso e alterità è lo s...