venerdì 19 giugno 2015

Dialogo ed incontro (il linguaggio del corpo)


Un sano dialogo passa per la scoperta dell'altro che ci attrae che suscita interesse emozionale, che ci mette fuori dal personaggio che recitiamo quotidianamente, ci fa aprire e conoscere. Non passa, dunque, per lo scambio di opinioni: lo scambio di opinioni non è dialogo, l'opinione non è altro che un pacchettino ben confezionato pronto all'uso da distribuire sulla scena della recita quotidiana. Il dialogo a sua volta presuppone la capacità d'ascolto che non è il banale "tener orecchie aperte" ma uno scambio di emozioni, curiosità, gestualità, espressioni, occhi lucidi ed in contatto, mani calde per saper prendere ( non depredare) e dare; nuca e braccia sciolte per essere pronti ad avvicinarsi, accostarsi all'altro ( non per invaderlo) e sentire le sue mani e magari anche l'abbraccio. Il rispetto passa attraverso il linguaggio del corpo, la postura ed il respiro, non attraverso le cosiddette "buone maniere". Una comunicazione senza respiro blocca il respiro dell'interlocutore e rende monotone le conversazioni. Non a caso si dice comunemente "dialogo o comunicazione di ampio respiro". Il dialogo ha un protagonista fondamentale: la pausa. Il dialogo è come la musica , contiene armonie e pause: senza pausa la musica non esisterebbe, ci sarebbe solo rumore, una sovrapposizione di note ( le chiacchiere) senza senso come succede spesso tra interlocutori che non si ascoltano ma si disconfermano a vicenda. La comunicazione e' una vera e propria danza armonica: due persone che sono in contatto e scambiano tra loro con vivacità e rispetto energia ed emozioni costruiscono insieme "la danza della comunicazione", osservabile dall'esterno vedendo i corpi in movimento. Dialogo è lasciarsi in qualche modo contaminare dall'interlocutore senza timori di nessun genere, è flessibilità, empatia, è gioco......è amore.

lunedì 15 giugno 2015

Il buonsenso, a volte, nuoce gravemente alla salute

Ci sono modi di pensare così perfetti e razionali che hanno l'aria di essere incontestabili.....
Nondimeno, vi sono frasi e pensieri scontati che fanno tanto male alla salute!
"Non ho tempo;"
"Devo ottimizzare i miei tempi;"
"la mia giornata dovrebbe essere di 48 ore";
"Prima il dovere, poi il piacere";
"Non ho raggiunto gli obiettivi prefissati;
"Oggi non ho concluso niente"
"Comincio tante cose e poi ......
"mi massacrerò di lavoro oggi per poi godermi la vacanza ed il riposo domani";
Questa modalità esistenziale propone una divisione tra il prima ed il dopo, spezzetta l'esistenza e l'esperienza come solo la mente razionale può fare in maniera meccanicistica. Soffrire ora, non vivere ora, per godere domani ( e domani non si sa cosa succede) porta spesso a convincere l'inconscio che l'esistenza è tutto un rinvio. Sembra "buonsenso" ma è tutt'altro, non si è mai davvero presenti a se stessi nella vita, nel momento, nel quì ed ora. Non si lascia minimamente spazio alla fantasia, all'istinto, all'intuizione, al desiderio. C'è la fissa molto diffusa di essere responsabili e doverosi cosicchè ci si ritrova poi perfettamente organizzati ma infelici e bloccati dentro.

mercoledì 10 giugno 2015

Occhi come specchio dell'anima


"Avere occhi" è fondamentale per esserci nella realtà e nel proprio corpo. La funzione di focalizzazione visiva marca la differenza tra chi vive armonizzandosi alla realtà  e chi ne "è fuori". Incontrarsi negli occhi è il punto di partenza per incontrarsi con le mani, con il battito cardiaco ed incontrarsi anche sull'eros. E' fondamentale però apprendere il "come" dei nostri occhi. Uno sguardo rigido coglie pezzi parziali del mondo, uno sguardo seduttivo coglie solo chi è pronto all'ammirazione, uno sguardo eccessivamente mobile non focalizza l'istante, l'attimo della vita; un occhio ritirato dentro, vive nel passato, non può cogliere la vita che si muove nel presente, l'occhio spento è di chi è rassegnato al dolore, la pupilla dilatata porta dentro un terrore antico nella propria storia. L'occhio isterico fa la conta di quanti "mi piace" ha totalizzato, semina seduzione per sentirsi amato perchè incapace ad amare. Occhi luminosi, pupilla rimpicciolita e vivacità dello sguardo sono invece espressione di un respiro ampio e aperto della personalità in contatto vero e autentico. E' questo uno degli obiettivi del nostro lavoro nei gruppi di consapevolezza psicosomatica.Essere adulti e non proiettivi : dobbiamo entrare attraverso gli occhi nell'esperienza della disidentificazione altrimenti, rischiamo la simbiosi ( ci perdiamo nell'altro) o diventiamo aggressivi cronici per difenderci dai nostri fantasmi interni. La giusta distanza è della persona matura emozionalmente che focalizza bene lo sguardo e riconosce "altro" dalle sue proiezioni. L'amore parte da quì : riconoscere ed accettare l'altro così com'è.

lunedì 8 giugno 2015

Il bondage in amore

Ho visto su fb un articolo ( con pretesa di scientificità) che inneggia al sadomaso in amore, questa volta non sono americani: quelli, si sa, fanno le scoperte dell'america.
Perchè non si fanno video sull'amore naturale, sulla funzione naturale dell'orgasmo per il riequilibrio energetico di cuore, mente ed emozioni? perchè si continua ad aver paura d'amare? Fare l'amore è un atto d'amore non di sfogo. Amare non è sfogarsi sull'altro!soprattutto con il peggio di sé. L'orgasmo
non è una mera punta di massimo piacere che si scarica meccanicamente, sarebbe solo una masturbazione! Il problema è che per avere un vero orgasmo occorre la "potenza orgastica" che è un concetto non medico. Potenza orgastica non è saper fare giochini sadomaso ma capacità d'amare che è ben altro! Si continua a confondere "scopare" con fare "l'amore" che sono dimensioni ben diverse . L'uomo è un organismo-sistema complesso che include "anche" i riflessi specie-specifici degli animali. Noi non siamo pinguini ed il processo di umanizzazione ci ha condotto attraverso l'evoluzione ad integrare diverse funzioni cerebrali complesse: affettività, socialità, sentimento, istintualità, mente, spiritualità.......cosmicità.

giovedì 4 giugno 2015

Psicosomatica del mal di schiena........quel lato oscuro della personalità


Da un punto di vista psicosomatico-energetico la schiena rappresenta la parte nascosta non visibile a noi stessi del nostro mondo interiore. Viviamo il quotidiano curando il nostro aspetto esteriore il nostro "lato luce" visibile allo specchio e a chi ci guarda di fronte. Di conseguenza il nostro agire , le nostre decisioni più importanti le prendiamo in base all'immagine che ci siamo costruiti di noi stessi attraverso la nostra storia personale-caratteriale. Ci sono persone che si raccontano buone, sempre disponibili, sempre pronti a "sacrificarsi" per aiutare amici, moglie e figli e creano, inevitabilmente, intorno a loro un ambiente sociale ed affettivo fatto di vampiri energetici che succhiano la loro linfa vitale . Ci sono mariti o mogli che si fanno in quattro sul lavoro per guadagnare sempre di più per non far mancare nulla in famiglia ma capita, spesso di sera, alle soglie della camera da letto che fastidiosi dolori alla schiena impediscono di guardarsi in faccia e un meritato buon riposo. Spesso il mal di schiena viene portato sul lavoro , in ufficio ed altri luoghi. Ecco allora farsi strada la parte sconosciuta di noi stessi il nostro benefico "lato oscuro" per dirci che stiamo perdendo di vista noi stessi, che la nostra vita sta diventando un peso che schiaccia le vertebre, che stiamo diventano animali da "soma" e che non reggiamo più il peso esistenziale di un menage che sta spegnendo l'eros ,l'entusiasmo e l'armonia interiore. Il mal di schiena viene dunque per riequilibrare la nostra esistenza spenta ed obbligata da doveri pesanti da sostenere e da un'immagine obsoleta di noi stessi, una vera e propria maschera che non corrisponde più alla realtà. E' inutile allora ricorrere agli ortopedici, alle risonanze magnetiche, alle cure alternative, alle palestre ( che diventano carichi supplementari ) ma occorre un sano e vero cambiamento esistenziale ed affettivo. Occore integrare le parti di noi rifiutate perchè "non accettabili" cambiare l'immagine stanca e sbiadita con cui ci raccontiamo al mondo e abbracciare il nuovo, lo sconosciuto, ciò che ci turba per rinfrescare le acque intorbidite del nostro fiume interiore.

Cos'è la coscienza...?

Esiste una coscienza che non è banale capire, non è il banale giudizio che diamo alle cose, non nasce dal senso di colpa e non s'iden...