martedì 15 dicembre 2015

Il mal di schiena........il nostro punto di vista psicosomatico.


Da un punto di vista psicosomatico-energetico la schiena rappresenta la parte nascosta non visibile a noi stessi del nostro mondo interiore. Viviamo il quotidiano curando il nostro aspetto esteriore il nostro "lato luce" visibile allo specchio e a chi ci guarda di fronte. Di conseguenza il nostro agire , le nostre decisioni più importanti le prendiamo in base all'immagine che ci siamo costruiti di noi stessi attraverso la nostra storia personale-caratteriale. Ci sono persone che si raccontano buone, sempre disponibili, sempre pronti a "sacrificarsi" per aiutare, amici, moglie e figli e creano, inevitabilmente, intorno a loro un ambiente sociale ed affettivo fatto di vampiri energetici che succhiano la loro linfa vitale . Ci sono mariti o mogli che si fanno in quattro sul lavoro per guadagnare sempre di più per non far mancare nulla in famiglia ma capita, spesso di sera, alle soglie della camera da letto che fastidiosi dolori alla schiena impediscono di guardarsi in faccia e un meritato buon riposo. Spesso il mal di schiena viene portato sul lavoro , in ufficio ed altri luoghi. Ecco allora farsi strada la parte sconosciuta di noi stessi il nostro benefico "lato oscuro" per dirci che stiamo perdendo di vista noi stessi, che la nostra vita sta diventando un peso che schiaccia le vertebre, che stiamo diventano animali da "soma" e che non reggiamo più il peso esistenziale di un menage che sta spegnendo l'eros ,l'entusiasmo e l'armonia interiore. Il mal di ,lato ombra.schiena viene quindi per riequilibrare la nostra esistenza spenta ed obbligata da doveri pesanti da sostenere e da un'immagine obsoleta di noi stessi, una vera e propria maschera che non corrisponde più alla realtà. E' inutile allora ricorrere agli ortopedici, alle risonanze magnetiche, alle cure alternative, alle palestre ( che diventano carichi supplementari ) ma occorre un sano e vero cambiamento esistenziale ed affettivo. Occore integrare le parti di noi rifiutate perchè "non accettabili" cambiare l'immagine stanca e sbiadita con cui ci raccontiamo al mondo e abbracciare il nuovo, lo sconosciuto, ciò che ci turba per rinfrescare le acque intorbidite della nostro fiume interiore.

venerdì 20 novembre 2015

Poesia serale tutta mia....... Dove vanno gli amori finiti ?


A volte, sento il dolore e la tristezza di tutti gli amori finiti. Un puzzle di occhi lucidi, di mani calde, di odori avvolgenti che svaniscono nell'oblio dell'anima. Dove vanno a finire gli amori perduti? ci sarà una dimensione, uno spazio della sublime nostalgia, della pace di un universo senza tempo? o fuggiamo come sempre l'atmosfera avvolgente della tristezza per far sì che "lo spettacolo continui", purchè maschere e carrozzoni vadano avanti imperturbabili, senza fiato, senza amore, verso il nulla?

sabato 5 settembre 2015

L'invidia è corrosiva

Mi è stato chiesto di cosa si nutre l'invidia.......
L'invidia si nutre delle indigeste capacità e qualità altrui.

giovedì 27 agosto 2015

Spazziamo via i soliti luoghi comuni su Psicologi- Psicoterapeuti


Lo psicologo non è un “tipo tranquillo”, non è freddo e distaccato, non è controllato, non è accomodante, non deve sempre essere tranquillizzante e sorridente, nemmeno troppo rassicurante. Soprattutto, non è perfetto, come lo si vorrebbe, ma è semplicemente se stesso! E’ curioso, aperto all’esperienza del nuovo, è un buon viaggiatore ed un ottimo compagno di viaggio, vive di esperienze non di letture e seminari, non si coltiva in laboratorio ma ama e si mette in gioco da buon giocatore; accetta e coltiva le “giuste distanze” nei rapporti affettivi sociali e famigliari ; non ha la pretesa di governare le emozioni dall’alto ma si cala vivendole e poi sapendo separarsene, proprio come nel mito di Ulisse. Non è seduttivo, non assolve, sa ascoltare con tutto il corpo ed è pronto a separasi dal cliente per mandarlo via, appena pronto, senza favorire dipendenze, né aspettative di reincontro: fa in modo che egli vada da solo verso il suo cammino esistenziale.
Un bravo psicoterapeuta non cerca la tranquillità, il suo obbiettivo non è distaccarsi dalla vita e dalle scosse dure dell’esistenza. Lo psicoterapeuta deve essere costantemente “pronto ai mutamenti” come direbbe Goethe. Una “sana inquietudine” è il sale della vita ed il bravo terapeuta lo sa bene: diventa necessario, pertanto, che sia costantemente in contatto con le proprie emozioni , sentimenti ed il loro mutare, evitando di accomodarsi su certezze ed illusioni.

martedì 28 luglio 2015

Amare è saper ricevere

Solo chi sa veramente ricevere conosce il valore delle cose e prova il sentimento della gratitudine: questo è il punto di partenza. Amare se stessi non è amarsi narcisisticamente, l'amore narcisistico è autoreferenziale, gli altri non ci sono. Molti danno per avere l'altro, non per amarlo. Anche nel dare è importante il rispetto altrui. Amare se stessi invece è volersi bene, è riconoscersi e riconoscere gli altri, è dare sinceramente perchè si è capaci di ricevere.
Per riuscire ad amare bisogna essere in grado di ricevere amore. Quando qualcuno ti dimostra amore, è gentile nei tuoi confronti, ti parla in modo affettuoso, ha premura per te o ti fa un dono "accogli l'emozione della gratitudine dentro te" e falla sentire, esprimila all'altro. Concedi all'altro la gioia di amarti......e rischia sempre il tuo ed il suo abbraccio. 

venerdì 24 luglio 2015

Tempo e respiro....


Quante volte ci è capitato sentir dire: "ora mi fermo un attimo, il tempo di respirare un pò" (magari fumando una sigaretta)........."poi riprendo"......
Diciamo che nel nostro tempo si vive così. Conta di più "il riuscire" , la meta o l'obbiettivo da raggiungere che la nostra salute. C'è tanta gente in giro che tratta se stesso come un prodotto industriale perfezionato da una tempistica perfetta.
Anche fare l'amore, per una coppia "progetto", è programmat
o entro un tempo ritenuto intervallo possibile tra il non respiro del quotidiano e lo stop impietoso del respiro del sonno, della stanchezza serale, che spesso porta, invece, sogni agitati ed incubi. Non si sa più cosa sia benessere e il tempo libero (putroppo) totalmente delegati alle palestre programmate o ai fine settimana anch'essi programmati . I figli , percepiti come intervali tra lavoro, tempistica ed efficienza dell'organizzazione familiare restano spesso degli sconosciuti. Fortunatamente abbiamo buoni amici che ci vengono in soccorso: ansia, somatizzazioni, fobie, attacchi di panico e depressione. Sono gli unici amici che ci vogliono bene davvero e si occupano realmente di noi stessi. Vengono per dirci che non stiamo vivendo bene, che siamo alieni al nostro corpo, che corriamo il rischio di ammalarci seriamente, che non stiamo amando, che dobbiamo assolutamente cambiare. Ma si sa..... gli amici spesso non vengono ascoltati. 

Pensierino mio sul "tempo"....


Certo...la libertà è il tempo della vita che se ne va......ma la cosa davvero dura da digerire è che "il tempo della vita esiste solo nel presente". il resto è solo tempo perso. 

lunedì 20 luglio 2015

La paura di "star da soli" alla fine di un relazione d'amore.......


Separsi vuol dire "individuarsi", incominciare a vivere , ad essere se stessi: senza individuazione si va alla cieca nelle relazioni affettive, sociali e lavorative.
Ci sono quelli che pur non stando bene in un rapporto lasciano all'altro la responsabilità di prendere decisioni e distanze; ci son quelli che non riescono a star da soli alla fine di una storia e saltano di palo in frasca pur di non vivere la dimensione del proprio vuoto interiore, quel vuoto che prelude ad una importante crescita ed alla evoluzione della personalità;
Ci son poi quelli che" fanno giri immensi e poi ritornano" e chiamano grande amore il fallimento ad essere se stessi, l'incapacità a cambiare, l'incapacità ad amare. La vita e l'amore sono il dono più bello che possediamo, nulla è scontato, nulla resta uguale nel tempo, nulla è per sempre. La vita incalza, pensare di congelare un amore per sopravvivere al tempo è pura illusione. Occorre vivere nel presente con ciò che conta davvero, non con ciò che ci fa comodo raccontarci per evitare l'inevitabile impatto col cambiamento. Ciò che non riusciamo a cambiare diventa la fonte dei nostri malesseri e dei disturbi specifici della nostra epoca: ansia, attacchi di panico, depressione e somatizzazioni quotidiane. Tutti i " NO" che non riusciamo a dire.

venerdì 19 giugno 2015

Dialogo ed incontro (il linguaggio del corpo)


Un sano dialogo passa per la scoperta dell'altro che ci attrae che suscita interesse emozionale, che ci mette fuori dal personaggio che recitiamo quotidianamente, ci fa aprire e conoscere. Non passa, dunque, per lo scambio di opinioni: lo scambio di opinioni non è dialogo, l'opinione non è altro che un pacchettino ben confezionato pronto all'uso da distribuire sulla scena della recita quotidiana. Il dialogo a sua volta presuppone la capacità d'ascolto che non è il banale "tener orecchie aperte" ma uno scambio di emozioni, curiosità, gestualità, espressioni, occhi lucidi ed in contatto, mani calde per saper prendere ( non depredare) e dare; nuca e braccia sciolte per essere pronti ad avvicinarsi, accostarsi all'altro ( non per invaderlo) e sentire le sue mani e magari anche l'abbraccio. Il rispetto passa attraverso il linguaggio del corpo, la postura ed il respiro, non attraverso le cosiddette "buone maniere". Una comunicazione senza respiro blocca il respiro dell'interlocutore e rende monotone le conversazioni. Non a caso si dice comunemente "dialogo o comunicazione di ampio respiro". Il dialogo ha un protagonista fondamentale: la pausa. Il dialogo è come la musica , contiene armonie e pause: senza pausa la musica non esisterebbe, ci sarebbe solo rumore, una sovrapposizione di note ( le chiacchiere) senza senso come succede spesso tra interlocutori che non si ascoltano ma si disconfermano a vicenda. La comunicazione e' una vera e propria danza armonica: due persone che sono in contatto e scambiano tra loro con vivacità e rispetto energia ed emozioni costruiscono insieme "la danza della comunicazione", osservabile dall'esterno vedendo i corpi in movimento. Dialogo è lasciarsi in qualche modo contaminare dall'interlocutore senza timori di nessun genere, è flessibilità, empatia, è gioco......è amore.

lunedì 15 giugno 2015

Il buonsenso, a volte, nuoce gravemente alla salute

Ci sono modi di pensare così perfetti e razionali che hanno l'aria di essere incontestabili.....
Nondimeno, vi sono frasi e pensieri scontati che fanno tanto male alla salute!
"Non ho tempo;"
"Devo ottimizzare i miei tempi;"
"la mia giornata dovrebbe essere di 48 ore";
"Prima il dovere, poi il piacere";
"Non ho raggiunto gli obiettivi prefissati;
"Oggi non ho concluso niente"
"Comincio tante cose e poi ......
"mi massacrerò di lavoro oggi per poi godermi la vacanza ed il riposo domani";
Questa modalità esistenziale propone una divisione tra il prima ed il dopo, spezzetta l'esistenza e l'esperienza come solo la mente razionale può fare in maniera meccanicistica. Soffrire ora, non vivere ora, per godere domani ( e domani non si sa cosa succede) porta spesso a convincere l'inconscio che l'esistenza è tutto un rinvio. Sembra "buonsenso" ma è tutt'altro, non si è mai davvero presenti a se stessi nella vita, nel momento, nel quì ed ora. Non si lascia minimamente spazio alla fantasia, all'istinto, all'intuizione, al desiderio. C'è la fissa molto diffusa di essere responsabili e doverosi cosicchè ci si ritrova poi perfettamente organizzati ma infelici e bloccati dentro.

mercoledì 10 giugno 2015

Occhi come specchio dell'anima


"Avere occhi" è fondamentale per esserci nella realtà e nel proprio corpo. La funzione di focalizzazione visiva marca la differenza tra chi vive armonizzandosi alla realtà  e chi ne "è fuori". Incontrarsi negli occhi è il punto di partenza per incontrarsi con le mani, con il battito cardiaco ed incontrarsi anche sull'eros. E' fondamentale però apprendere il "come" dei nostri occhi. Uno sguardo rigido coglie pezzi parziali del mondo, uno sguardo seduttivo coglie solo chi è pronto all'ammirazione, uno sguardo eccessivamente mobile non focalizza l'istante, l'attimo della vita; un occhio ritirato dentro, vive nel passato, non può cogliere la vita che si muove nel presente, l'occhio spento è di chi è rassegnato al dolore, la pupilla dilatata porta dentro un terrore antico nella propria storia. L'occhio isterico fa la conta di quanti "mi piace" ha totalizzato, semina seduzione per sentirsi amato perchè incapace ad amare. Occhi luminosi, pupilla rimpicciolita e vivacità dello sguardo sono invece espressione di un respiro ampio e aperto della personalità in contatto vero e autentico. E' questo uno degli obiettivi del nostro lavoro nei gruppi di consapevolezza psicosomatica.Essere adulti e non proiettivi : dobbiamo entrare attraverso gli occhi nell'esperienza della disidentificazione altrimenti, rischiamo la simbiosi ( ci perdiamo nell'altro) o diventiamo aggressivi cronici per difenderci dai nostri fantasmi interni. La giusta distanza è della persona matura emozionalmente che focalizza bene lo sguardo e riconosce "altro" dalle sue proiezioni. L'amore parte da quì : riconoscere ed accettare l'altro così com'è.

lunedì 8 giugno 2015

Il bondage in amore

Ho visto su fb un articolo ( con pretesa di scientificità) che inneggia al sadomaso in amore, questa volta non sono americani: quelli, si sa, fanno le scoperte dell'america.
Perchè non si fanno video sull'amore naturale, sulla funzione naturale dell'orgasmo per il riequilibrio energetico di cuore, mente ed emozioni? perchè si continua ad aver paura d'amare? Fare l'amore è un atto d'amore non di sfogo. Amare non è sfogarsi sull'altro!soprattutto con il peggio di sé. L'orgasmo
non è una mera punta di massimo piacere che si scarica meccanicamente, sarebbe solo una masturbazione! Il problema è che per avere un vero orgasmo occorre la "potenza orgastica" che è un concetto non medico. Potenza orgastica non è saper fare giochini sadomaso ma capacità d'amare che è ben altro! Si continua a confondere "scopare" con fare "l'amore" che sono dimensioni ben diverse . L'uomo è un organismo-sistema complesso che include "anche" i riflessi specie-specifici degli animali. Noi non siamo pinguini ed il processo di umanizzazione ci ha condotto attraverso l'evoluzione ad integrare diverse funzioni cerebrali complesse: affettività, socialità, sentimento, istintualità, mente, spiritualità.......cosmicità.

giovedì 4 giugno 2015

Psicosomatica del mal di schiena........quel lato oscuro della personalità


Da un punto di vista psicosomatico-energetico la schiena rappresenta la parte nascosta non visibile a noi stessi del nostro mondo interiore. Viviamo il quotidiano curando il nostro aspetto esteriore il nostro "lato luce" visibile allo specchio e a chi ci guarda di fronte. Di conseguenza il nostro agire , le nostre decisioni più importanti le prendiamo in base all'immagine che ci siamo costruiti di noi stessi attraverso la nostra storia personale-caratteriale. Ci sono persone che si raccontano buone, sempre disponibili, sempre pronti a "sacrificarsi" per aiutare amici, moglie e figli e creano, inevitabilmente, intorno a loro un ambiente sociale ed affettivo fatto di vampiri energetici che succhiano la loro linfa vitale . Ci sono mariti o mogli che si fanno in quattro sul lavoro per guadagnare sempre di più per non far mancare nulla in famiglia ma capita, spesso di sera, alle soglie della camera da letto che fastidiosi dolori alla schiena impediscono di guardarsi in faccia e un meritato buon riposo. Spesso il mal di schiena viene portato sul lavoro , in ufficio ed altri luoghi. Ecco allora farsi strada la parte sconosciuta di noi stessi il nostro benefico "lato oscuro" per dirci che stiamo perdendo di vista noi stessi, che la nostra vita sta diventando un peso che schiaccia le vertebre, che stiamo diventano animali da "soma" e che non reggiamo più il peso esistenziale di un menage che sta spegnendo l'eros ,l'entusiasmo e l'armonia interiore. Il mal di schiena viene dunque per riequilibrare la nostra esistenza spenta ed obbligata da doveri pesanti da sostenere e da un'immagine obsoleta di noi stessi, una vera e propria maschera che non corrisponde più alla realtà. E' inutile allora ricorrere agli ortopedici, alle risonanze magnetiche, alle cure alternative, alle palestre ( che diventano carichi supplementari ) ma occorre un sano e vero cambiamento esistenziale ed affettivo. Occore integrare le parti di noi rifiutate perchè "non accettabili" cambiare l'immagine stanca e sbiadita con cui ci raccontiamo al mondo e abbracciare il nuovo, lo sconosciuto, ciò che ci turba per rinfrescare le acque intorbidite del nostro fiume interiore.

giovedì 28 maggio 2015

Pensiero sveglio del mattino


Con un buon sonno spesso resettiamo il superfluo ed entriamo nel vuoto creativo. Ci svegliamo un pò estranei. Poi ci assale d'improvviso il risveglio del quotidiano e torniamo a quella che chiamiamo la solita realtà, che non è realtà ma solo la somma delle nostre abitudini.

martedì 19 maggio 2015

Il respiro non si libera con le "tecniche" o con "esercizi respiratori".


Liberare il respiro non è questione di "tecniche di apprendimento". Le cosiddette tecniche fanno comodo al nostro mondo tecnologico veloce , ansioso e consumistico che vorrebbe perfino "pianificare il respiro" riducendolo a pillole d'apprendimento. Si sta rinforzando l'insana illusione di imparare a respirare con esercizi e tecniche di varia provenienza compreso il grande consumo di mode orientali. Proliferano falsi maestri, santoni di varia ispirazione, improbabili Guru che fanno adepti e proseliti in cerca di una felicità idealizzata per poi finire plagiati, fanatizzati e militarizzati. Col respiro non si può barare , col respiro è associata la libertà di un individuo: chi non respira liberamente e spontaneamente non sarà mai un uomo libero. Chi respira male diventa ansioso, apprensivo, aggressivo rabbioso,ed esposto ad attacchi di panico. Il respiro non si libera con le "tecniche" o con "esercizi respiratori". L'unica vera strada inconfondibile è "liberare il riflesso spontaneo della respirazione" coperto e bloccato sotto una spessa coltre di corazzatura derivante dalla nostra storia personale, dai blocchi emozionali di un'intera vita, dalla difficoltà ad amare e ad aver fiducia di base nell'esistenza. Il respiro si libera solo attraversando e liberando la propria storia personale ampliando la consapevolezza corporea e psichica, liberando le proprie emozioni incapsulate, aprendosi alla gioia di vivere e non al mero piacere. Un'attività questa di elaborazione che si può scegliere con un percorso esistenziale ad hoc serio con seri, veri e reali maestri.

lunedì 11 maggio 2015

Amore, bisogno e dipendenza...

Il corpo e i luoghi dell'anima......
Penso che l'altro che incontriamo, di cui ci innamoriamo è una nostra invenzione-proiezione. Ecco perchè non ci deve compensare. Più si ha bisogno e più si diventa dipendenti. Se l'altro è una stampella vi resteremo inevitabilmente appesi. Questo vuol dire che un buon rapporto nasce se siamo già completi noi: così ci completiamo nella relazione.

mercoledì 6 maggio 2015

L'abbraccio è una cosa seria


 L'abbraccio è l'atto d'amore più rispettoso , delicato ed accogliente che possiamo esprimere come esseri umani. L'abbraccio rivela la personalità dell'individuo. Un abbraccio vero rispetta il respiro dell'altro: ci si abbraccia respirando profondamente per darsi la possibilità di esprimere il proprio sentimento. L'abbraccio violento, rigido blocca il respiro e la percezione dell'altro va nella direzione del prendere l'altro non di essere con l'altro.

Nutriamoci di semplicità e di amore



Mentre proliferano pizzerie, rusticherie, snack bar, pub, lounge bar , macdonald di vario tipo e locali mangerecci di ogni genere cresce un "nutrito" esercito di "nutrizionisti", di Guru, di Santoni che con le loro ricette fanno incetta di adepti e devoti. Dalle implacabili rubriche televisive di cucina ai deliri psicoprofetici- alimentari di nuovi maestri new age. Sembra che l'occupazione prevalente del nostro tempo sia diventata la tavola. Dagli abbuffini che ingoiano di tutto ai distinti degustatori di cibi e vini, agli ascetici e puntigliosi vegetariani e asettici vegani.
L'alimentazione idealizzata e sacralizzata fino all'estremo , sta diventando fonte di confusioni e mistificazioni esistenziali, coprendo e occultando fobie personali , ossessioni compulsive e problematiche da sindrome da disturbo psicoalimentare.
Nutriamoci di amore per la vita, di passioni esistenziali da scoprire , nutriamoci di meraviglie del mondo, della bellezza che possiamo cogliere ad ogni angolo del nostro quotidiano, di sguardi innocenti , di sorrisi veri e contagiosi, di mani calde che si stringono ed abbracci di calore: il cibo nella nostra epoca è diventato la copertura più sfacciata alla fuga da se stessi e dalle sane relazioni.














venerdì 1 maggio 2015

Mi è stato chiesto chiesto cos'è la "Psicoterapia corporea psicosomatica"


La psicoterapia corporea parte dall'assunto che tutta la nostra storia psichica, emozionale ed affettiva lascia "segni incisi" nel corpo delle persone. Segno inciso sta per "carattere", nel carattere vi è iscritta la nostra storia biografica, l'incontro-scontro tra la personalità e l'ambiente educativo, familiare e sociale. Il carattere è inconscio e si manifesta attraverso l'attività del sistema neurovegetativo, con le emozioni (ex-movere= premere fuori), con il movimento muscolare interno ( il linguaggio degli organi), ed esterno (muscolatura striata), con il linguaggio non verbale, con la postura acquisita nel corso dello sviluppo psicoaffettivo e nella memoria protoplasmatica e cellulare. E' centrata sulla liberazione spontanea del respiro non sull'esercizio del respiro perchè mira alla padronanza delle emozioni non al controllo e alla rigidità. Sbloccare la respirazione naturale vuol dire attraversare longitudinalmente la nostra storia emozionale ed i blocchi storici che hanno impedito il fluire della vita. Il padre fondatore è stato W. Reich ed è improntata al principio di identità funzionale tra mente e corpo. Tutto il vissuto qualitativo in termini emozionali e psichici è identico alla vibrazione e pulsazione energetica del corpo in tutte le sue funzioni. Qualità e quantum energetico, quindi, sono due facce della stessa medaglia "non sono due cose diverse che s'influenzano reciprocamente". Non ci appartiene quindi il parallelismo medico che prefigura una mente che influenza il corpo ed un corpo che influenza la mente. Non c'è quindi una visione piramidale in cui la mente dall'alto governa il tutto.

domenica 26 aprile 2015

Puntualizzazioni sul senso della sana solitudine

Per sana solitudine intendo essere pienamente con se stessi-conoscersi, nel senso di vivere in una dimensione di "buona compagnia con il proprio sè". Solitudine è conoscersi, essere autonomi, persone indipendenti, adulti, capaci di non appoggiarsi agli altri ma di "essere con gli altri ". Precisiamo che solitudine, non quella patologica, "NON SIGNIFICA CHE IL FINE DELLA VITA SIA QUELLO DI CHIUDERSI IN CASA E FARE I RECLUSI". Il "vero confronto" nelle relazioni nasce da questa esperienza di maturità dello star bene con se stessi, di imparare ad essere persone adulte non figli infantili la cui compagna o compagno fanno da "genitore sostitutivo". Chi , nelle relazioni, parla di difetti e di limarli deve capire che non esistono difetti ma persone che puoi accettare se le ami o no. Non c'è da limare nulla son concetti di una superata visione emendativa dell'esistenza. Ancora, condividere le gioie della vita con altri non è possibile se non sei in grado di farlo dentro di te, ma lo puoi solo se sei equilibrato ed appagato come persona, se sei cresciuto. Se non conosci "l'essere adulto" ti nasconderai dietro agli altri ed il tuo bene non è autentico , è basato sul dovere o sull'apparire. Per amare occorre "essere amorevoli". Far star bene gli altri senza stare bene dentro di sè non è buona cosa. La persona che sa amare e che abbia autostima sviluppa in se stesso le cose che poi dona agli altri e le condivide emozionalmente. Chi non ha niente o poco da dare non è in grado di essere una persona vera ed autentica. Mi urge ricordare che "chi non sa ricevere non è in grado di dare", sfatiamo quindi il mito scellerato "che amare sia solo dare"!

Il paradosso dell'amore


Non di rado, in amore, si parte con ottimi convincimenti, aspettative e prospettive "mentalizzate". In realtà , poi, la differenza la fa la propria storia personale "inconscia" (la propria struttura profonda). Molte persone con la mente cercano la libertà ma nel loro profondo cercano solo un nuovo padrone.

venerdì 24 aprile 2015

Varianti tipologiche del narcisismo



Il narciso in abiti eleganti ed alla moda ed il narciso trasandato entrambi condividono il desiderio di essere l'immagine idealizzata di sè basata sulla negazione della vera identità frustrata di base. Vogliono piacere per piacersi. Sentono costantemente il bisogno di distinguersi, sono molto seduttivi e manipolatori. Il narciso elegante nel mondo della politica e degli affari non ha valori autentici dentro sè, è incapace ad amare, è arrivista e rispecchia il prototipo di successo nella società. Il narcisista trasandato si distingue, invece, per opposizione alla cultura dominante, tende a distinguersi costantemente e per opposizione non tende alla conquista dei ruoli culturali sociali ma fa il leader solitario. Fa il diverso a tutti i costi, è manipolatore e seduttivo con strumenti alternativi ed opposti rispetto al narcisista elegante. Fa la parte del dimesso (falso umile), sceglie ideologie salvifiche dell'umanità ed alimentazione opposta alla cultura, è sempre alternativo. Purtroppo, per lui, anche il narciso trasandato è vittima della sua identità negata. Non ama mai davvero è centrato su di sè , ha legami affettivi disturbati: tende a compensare l'incapacità ad amare e ad essere se stesso con il tentativo disperato di essere amato.

giovedì 23 aprile 2015

Innamorarsi ad occhi aperti


Spesso propongo ai miei Gruppi di Psicosomatica un tema provocatorio del tipo: "trovate dentro di voi la canzone e/o un ritornello che vi cantate dentro da una vita". Il presupposto è che spesso si cambia il partner ma non il modello mentale e fisico che ci portiamo dentro. Ripetiamo gli stessi comportamenti, la stessa ritualità, la stessa gestualità e gli stessi errori ( che non sono errori ma ridondanze) come se amassimo sempre la stess
a donna, o lo stesso uomo, pur cambiandoli spesso. La struttura caratteriale, la corazza che una persona si è costruita addosso per un lungo arco di tempo nella propria vita emozionale ed affettiva, filtra la vera essenza dell'essere se stessi, la personalità più autentica e sana. Per cui difficilmente amiamo ed incontriamo la persona reale ma solo un surrogato idealizzato del nostro modello mentale. I rapporti spesso finiscono male proprio perchè l'altro diventa una nostra "invenzione proiettiva". Trasformare l'altro/a in un qualcosa che vogliamo far assomigliare non solo a noi, ma all'immagine mentale che ci portiamo dentro, prima o poi sfocia nella noia, perchè l'altro vero lo perdiamo progressivamente. Ognuno si canta il proprio ritornello sempre uguale e poi si va in giro a lamentarsi che la donna giusta o l'uomo giusto è difficile da trovare. Ma se in amore incontri e proietti sempre la obsoleta immagine di te stesso, l'altro /a non avrà mai posto, nè riconoscimento nella tua vita affettiva e sentimentale ed il sesso non potrà che svolgere un ruolo di copertura al vuoto incolmabile. Il sesso ha bisogno di amore di incontro reale col partner, altrimenti parliamo di altro; ho introdotto così nei Gruppi l'idea di innamorarsi in modo nuovo, più adulto per incontrare la persona reale, non le nostre illusioni: "innamorarsi ad occhi aperti!", occhi aperti alla percezione vera dell'altro non occhi centrati su se stessi, che vedono solo il nostro sè proiettato sul mondo.

mercoledì 22 aprile 2015

Il punto " focale" del lavoro dei Gruppi di Consapevolezza Psicosomatica.


"Avere occhi" è fondamentale per esserci nella realtà e nel proprio corpo. Incontrarsi negli occhi è il punto di partenza per incontrarsi con le mani, con il battito cardiaco ed incontrarsi anche sull'eros. E' fondamentale però apprendere il "come" dei nostri occhi. Uno sguardo rigido coglie pezzi parziali del mondo, uno sguardo seduttivo coglie solo chi è pronto all'ammirazione, uno sguardo eccessivam
ente mobile non focalizza l'istante, l'attimo della vita; un occhio ritirato dentro, vive nel passato, non può cogliere la vita che si muove nel presente, l'occhio spento è di chi è rassegnato al dolore, la pupilla dilatata porta dentro un terrore antico nella propria storia. Occhi luminosi, pupilla rimpicciolita e vivacità dello sguardo sono invece espressione di un respiro ampio e aperto della personalità in contatto vero e autentico. Abbiamo lavorato sul sistema neuro-psico-vegetativo stimolando l'asse oculo-diaframmatico-bacino- gambe- piedi. Essere adulti e non proiettivi : dobbiamo entrare attraverso gli occhi nell'esperienza della disidentificazione altrimenti, richiamo la simbiosi ( ci perdiamo nell'altro) o diventiamo aggressivi cronici per difenderci dai nostri fantasmi interni. La giusta distanza è della persona matura emozionalmente che focalizza bene lo sguardo e riconosce "altro" dalle sue proiezioni. L'amore parte da quì : riconoscere ed accettare l'altro così com'è.

martedì 21 aprile 2015

A margine delle 50 sfumature di grigio.....


Nella sessualità, nei gusti sessuali, immettiamo tutta la nostra storia, tutta la nostra personalità. Una buona sessualità fatta d'amore è caratterizzata da passione, tenerezza e rispetto reciproco. Il rispetto non può essere mentale , sarebbe solo buona educazione. Rispetto è capacità d'amare e di esserci, lasciarsi coinvolgere perché è così che si riconosce la nostra identità. Vuol dire conoscere la violenza che ci si porta dentro dalla propria storia evitando di farla pagare all'altro, essere consapevoli della responsabilità che comporta l'amore con tutta la sua potenza energetica. Violenza , stalking, depressioni, suicidi possono essere esiti di "amori malati". Amare sviluppa amore, non violenza o autolesionismo. Il gioco erotico è una dimensione di complicità se la cornice in cui lo si vive è: " questo è solo un gioco", ma poi ritorneremo all'abbraccio amoroso, alla tenerezza, alla fusione dei corpi ed al vero orgasmo d'amore che può avverarsi solo se c'è una profonda emozione cosmica fra due esseri che si fondono intimamente. Se questa cornice è sostituita da un contratto con clausole puntigliose che prevedono un sesso estremo fatto essenzialmente di Dominanza-sottomissione (con oggetti atti a percuotere o incatenare) senza coinvolgimento affettivo e/o passionale come nel film 50 sfumature di grigio siamo nell'amore malato. Perché le clausole sono già malate di per se: lui impone a lei nel film che non debbono dormire mai insieme ne coinvolgersi in atti di cura o tenerezza. Il disperato tentativo del protagonista consiste nell’evitare accuratamente di non lasciarsi coinvolgere dall'affettività e la paura estrema di riprovare a credere in una relazione d’amore, pur di non riattualizzare il trauma originario di abbandono sofferto a causa di una madre prostituta mai conosciuta.

domenica 19 aprile 2015

L'ingratitudine

L'ingratitudine è incapacità a vivere (è depressiva), irrigidisce il cuore e la circolazione, rende stitici esistenziali incapaci a donare e soprattutto a ricevere, produce stipsi e costipazione in chi ne è affetto e fa diventare "soggetti anali", cioè, persone che tendono a conservare, a collezionare, all'avarizia, a risparmiare su tutto per paura di perdersi nei sentimenti.

venerdì 17 aprile 2015

Donne e Uomini

Le donne, e gli uomini, devono smettere di cercare di essere forti o pretenziosi, ma accarezzare, invece, la dimensione della "completezza". La completezza è l'unica dimensione capace di accogliere la diversità, il riconoscersi reciproco, sentire che l'altro ci completa (la coniunctio) e che "insieme" ci dà la possibilità di far dispiegare l'energia creativa della vita e dell'amore.

mercoledì 15 aprile 2015

Ma cos'è la spontaneità? molti pensano di averla ma è ben altro........


Spesso la spontaneità viene confusa con l'impulsività! L'impulsività non ha campo di presenza nè di contesto, è solo un bisogno egocentrico. La spontaneità non si confonde col primo impulso ,magari istintuale, che irrompe sul piano del comportamento, questo è infantile.
Spontaneità non è la prima cosa che mi passa per la testa la faccio o la dico! la spontaneità delle persone adulte è intelligente, mai infantile altrimenti diventa invadenza! Spontaneità è amore, è autenticità, capacità di relazionarsi, capacità di incontrare l'altro ; è qualcosa che hai già dentro, è un modo di essere , si coltiva per un'intera vita, non s'inventa all'occasione.

martedì 14 aprile 2015

L'ingratitudine nuoce gravemente alla salute

L'ingratitudine nuoce gravemente alla salute e danneggia chi vive intorno a te!
L'ingratitudine è incapacità a vivere (è depressiva), irrigidisce il cuore e la circolazione, rende stitici esistenziali incapaci a donare e soprattutto a ricevere, produce stipsi e costipazione in chi ne è affetto e fa diventare "soggetti anali", cioè, persone che tendono a conservare, a collezionare, all'avarizia, a risparmiare su tutto per paura di perdersi nei sentimenti.

giovedì 9 aprile 2015

L' intruso improvviso nella nostra vita......questo sconosciuto.....


Lo sconosciuto "intruso" che d'improvviso arriva nella nostra vita è un amico estremamente benefico e si presenta sotto forme irriconoscibili che usiamo interpretare come disagi o malanni. L'intruso si presenta in modo sconcertante,a volte sconvolgente, quando diamo per scontata la nostra esistenza. Quando pensiamo di aver accontentato la "mente", i valori collettivi e famigliari, il sociale ed il cosiddetto "buonsenso". Ecco, allora, che una vita all'apparenza perfetta viene sconvolta d'amblèe dall'apparizione di una figura strana nei nostri sogni notturni (magari ci attrae e terrorizza allo stesso tempo), che ci rovescia valori e credenze a cui eravamo attaccati come feticci. L'intruso può apparire nell'incontro casuale con una persona che tendiamo a rifiutare perchè troppo diversa e lontana dal nostro mondo e dalle nostre abitudini; l'incontro con un sorriso o uno sguardo per strada, in metrò o sul lavoro, che in un attimo ci turba profondamente e ci scuote in un angolo remoto della psiche. Spesso si affaccia con sintomi destabilizzanti proprio quando pensi di essere un "arrivato" di aver perfezionato e raggiunto le tue mete ed i tuoi obiettivi esistenziali: casa, lavoro, matrimonio, figli e partner perfetto con cui stare insieme e andare d'accordo per una vita intera. In realtà la vita considerata perfetta non serve a garantirci la felicità durevolmente. Anzi! Per una legge naturale di riequilibrio costante degli opposti si appalesa d'improvviso l'intruso che tanto spaventa chi ha investito la propria vita sul "per sempre". Quando la nostra vita si attesta sulla piattezza e l'energia vitale ristagna in una palude esistenziale si affaccia immediatamente il disagio, il sintomo, la somatizzazione ma solo per avvertirci e salvarci. Il sintomo, il disagio non sono malattie, vengono solo a dirci che ci stiamo appiattendo su un modello esistenziale che non corrisponde più alla nostra realtà, che ormai fa parte del passato, che la nostra energia, compresa quella sessuale si sta spegnendo. Abbiamo bisogno di vivere! per vivere non c'è bisogno di girare il mondo ma solo di cambiare gli abiti mentali che ci vanno stretti e di cui dobbiamo liberarci. Ed allora : "benvenuto intruso".

martedì 24 marzo 2015

Sintomo e disagio psicofisico

Pensierino psicosomatico-energetico tutto mio : "Il sintomo , il disagio psicosomatico non è uno psicochiacchierone che perde tempo a pensare positivo.

lunedì 16 marzo 2015

Il "sintomo" non è un chiacchierone che perde tempo a "pensare positivo"


Per fortuna che qualche amico davvero fidato ci è vicino lo stesso anche se inascoltato e spesso demonizzato. Amici che ci vengono in soccorso per aiutarci davvero non a "chiacchiere" o peggio a "psicochiacchiere": ansia, mal di testa, mal di pancia, vertigini, disturbi mestruali, cistiti e somatizzazioni varie con fobie, attacchi di panico e sintomi ansiosi-depressivi. Sono gli unici amici che ci vogliono bene davvero e si occupano realmente di noi stessi. Vengono per dirci che non stiamo vivendo bene, che siamo alieni al nostro corpo, che corriamo il rischio di ammalarci, che non stiamo amando, che non ci stiamo spendendo, che dobbiamo assolutamente cambiare.

domenica 1 marzo 2015

Cos'è la "psicoterapia corporea psicosomatica"

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La psicoterapia corporea parte dall'assunto che tutta la nostra storia psichica, emozionale ed affettiva lascia "segni incisi" nel corpo. Segno inciso sta per "carattere", nel carattere vi è iscritta la nostra storia biografica, l'incontro-scontro tra la personalità e l'ambiente educativo, familiare e sociale. Il carattere è inconscio e si manifesta attraverso l'attività del sistema neurovegetativo, con le emozioni (ex-movere= premere fuori), con il movimento muscolare interno ( il linguaggio degli organi), ed esterno (muscolatura striata), con il linguaggio non verbale, con la postura acquisita nel corso dello sviluppo psicoaffettivo e nella memoria protoplasmatica e cellulare. Il padre fondatore è stato W. Reich ed è improntata al principio di identità funzionale tra mente e corpo. Tutto il vissuto qualitativo in termini emozionali e psichici è identico alla vibrazione e pulsazione energetica del corpo in tutte le sue funzioni. Qualità e quantum energetico, quindi, sono due facce della stessa medaglia non sono due cose diverse che s'influenzano reciprocamente. Non ci appartiene quindi il parallelismo medico che prefigura una mente che influenza il corpo ed un corpo che influenza la mente. Non c'è quindi una visione piramidale in cui la mente dall'alto governa il tutto.

mercoledì 25 febbraio 2015

Amare non è capirsi ma sentirsi

Amare non è parlare la stessa lingua ma accogliere la lingua diversa dell'altro e renderla complementare alla propria. La grande bellezza è la diversità straordinaria e "complementare" tra principio maschile e principio femminile. Una buona coppia e una buona sessualità dipendono da quanto si coltiva l'essere insieme col restare diversi e reciproci. Amare non è "capirsi" ma "sentirsi". 

martedì 24 febbraio 2015

Capire non è comprendere

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Quando leggiamo un post che richiama la nostra attenzione o che ci irrita, o che ci entusiasma vuol dire che quel post contiene qualcosa che ci riguarda profondamente a livello emozionale e induce in noi una reazione immediata. Quel qualcosa che ci riguarda, attenzione, non sono idee, concetti, mentalizzazioni o principi: questi sono tutti prodotti di scarto dell'energia vitale di base della nostra personalità. Ma è un qualcosa che ci forza un pò nel nostro assetto abitudinario mentale-emozionale in cui viviamo: apparentemente siamo tutti aperti, certo, ma con la mente! è facile essere aperti mentalmente ma quando ci arrabbiamo, siamo irritati, diventiamo oppositivi allora è in gioco la nostra sfera emozionale. E' lì, invece, che si gioca una vera apertura ! pertanto, penso che occorra per un pò frenare l'impulsività immediata della risposta preconfezionata che ci parte in automatico ed aprire il campo d'energia profonda interiore alla "comprensione" come base per un pensiero più largo. Il capire non serve, spesso gioca brutti scherzi .

lunedì 23 febbraio 2015

Le 50 sfumature di grigio

Le 50 sfumature di grigio rappresentano il tentativo estremo e "perverso" di avvicinarsi paradossalmente sui piani più profondi alle radici dell'esser maschi e femmine oltre la cultura , le buone maniere, i sentimenti e le convenzioni sociali. Il sesso estremo che ormai fa capolino da anni nelle coppie viene presentato in modo accessibile e accattivante in questa favola moderna dove ancora una volta un personaggio femminile tra Cenerentola e Alice nel paese delle meraviglie assume la pretesa di riscattare un uomo di potere, con una storia infantile di abbandoni e violenze e impaurito dal contatto affettivo e corporeo con il femminile e che ha costruito la sua fortuna su questa violenza-ferita verso una madre prostituta mai conosciuta.. Lei innocente, semplice, quasi ingenua ( modello americano anni sessanta) ma con la grande presunzione di voler cambiare un uomo potentissimo che ha investito la sua personalità, il suo lavoro ed il suo successo su un potere economico coercitivo e violento privo di sentimenti, anaffettivo e estremamente narcisistico. Insomma un individuo inadatto ad amare ma una macchina da guerra capace di far soldi a palate ed accumulare ricchezze, possessi e arroganza. Il suo modo di esprimersi sessualmente naturalmente non può che essere in linea con questa scelta di vita. Ma l'inganno attenzione, ancora una volta , è la separazione che si fa (non solo nella cultura americana) tra sesso, sentimenti , contatto corporeo e legami affettivi . Basta separare le due cose e trasformare il sesso in giochini erotici estremi ed il "gioco è fatto" : il tutto pur di non lasciarsi coinvolgere sul piano umano, mettendosi accuratamente fuori dal rischio dell'innamoramento o del coinvolgimento in un naturale legame amoroso profondo, arrivando addirittura a stipulare un contratto con delle accurate clausole di "non coinvolgimento". Certo il sesso estremo fatto di dominanze sottomissioni sfiora un nucleo nell'inconscio profondo più istintuale, dove succedono cose paradossali come del resto lo sono i fenomeni della vita. Può accadere che il sesso estremo possa far rivelare attraversando la sottile linea grigia tra il piacere ed il dolore una possibilità di liberazione sessuale della propria istintività ma fa fuori necessariamente la tenerezza, l'abbraccio, la contaminazione affettiva , il contagio gioioso e rispettoso, il vero orgasmo fatto di fiducia ed abbandono amoroso. Il gioco della dominazione- sottomissione conduce invitabilmente in una escalation di violenza fisica anche molto pericolosa sul piano psichico in un luogo dove si perde il limite del rispetto della libertà altrui. Molte coppie in esperienze di questo tipo sono andate in una grande confusione psichica interna con crisi molto pericolose per la salute. Molti che vivono in questa dissociazione tra testa e cuore ci sguazzano tranquillamente chiamandola libertà: ad ognuno la sua libertà di scelta. Resta comunque uno spaccato reale della vita normale quotidiana delle coppie cd normali dove la trasgressione erotica "rispettosa", non violenta, messa in una cornice di gioco viene adottata per mantenere vivo l'eros e non rassegnarsi alla convivenza asettica.

domenica 22 febbraio 2015

Pensare è un lusso: pensare non è aver pensieri.


E' un lusso energetico perchè presuppone che la mente sia in asse con il cuore, con il respiro e con le gambe. Pensare è un lusso, pensare è creativo. "Avere pensieri", invece, è essere dominato da ossessioni o da pregiudizi . La vera ignoranza è l'ignoranza del cuore, dell'anima. Sul web impazza la nuova moda del pensiero narcisistico e autoreferenziale. Attenzione all'adozione di frasi fatte dall'apparenza "saggia" e piaciona, infarcite con qualche immagine accattivante che infestano il web. Attenzione ai falsi intelligenti abili ad argomentare sull'apparenza ma col vuoto sottostante, attenti a certi giornalisti che pensano su commissione, attenti all'amico invidioso che ti spaccia il consiglio intelligente "per il tuo bene", attenti al politico che non ha pensiero ma argomenta bene per piacerti e compiacerti, attenzione ai cd Talkshow televisivi in cui si blatera sull'inutile! Quando la mente non pensa, ma, mugugna, rimugina, sottilizza, inquina, muore il pensiero creativo illuminato e colorato dal cuore, "questo nostro paese ha bisogno di cuore e respiro ampio non di menti "; molti non sanno piu condividere qualcosa di bello senza rimuginare o fare distinguo e spesso si sfogano con pensieri autocelebrativi: non sanno abbandonarsi al bisogno che abbiamo dentro di amore , di umanità, di condivisione. 

venerdì 20 febbraio 2015

Codici maschili e codici femminili: l'identità in coppia.


Dice Joseph Conrad : "Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con gli uomini." La donna in genere desidera essere ascoltata mentre l’uomo si fissa sulle soluzioni e non vede altro. Spesso l’uomo accusa la donna di contraddizione senza rendersi conto che la contraddittorietà è uno dei codici dell’espressione del femminile: la donna è capace di far coesistere piani diversi e molteplici sincronicamente che costituiscono un'armonia complessa. Le frasi che gli uomini usano spesso “vai a capire le donne! “, “vieni al dunque, stringi”, “cambi sempre discorso”, salti di “palo in frasca” sono la misura della "diversità" dialettica e complementare dei sessi non del giudizio implacabile di chi scambia se stesso per il meridiano di Greenwich. Molti pensano che una coppia per funzionare bene dovrebbe sempre andare d’accordo ed evitare di litigare, cercare compromessi, darsi il cosiddetto “pizzico sulla pancia” per tirare avanti , ma questo non significa certo che la coppia che litiga stia meglio! Altri trattano la coppia come un partito politico con defatiganti “parliamone” e riunioni per “mettersi in discussione”. Altri fanno vite separate sotto lo stesso tetto purché si vada avanti, spesso con l’alibi di farlo per i figli. Ed allora? Io penso che i rapporti non servono per andare bene o andare male, la differenza che fa la differenza è quanto la dialettica/diversità maschile-femminile tenga costantemente sveglia l’energia erotica ( energia erotica non è fare tanto sesso) che funge da realizzazione ed espansione dell’anima, coltivando l'attrazione reciproca, la creatività e la leggerezza. Il litigio consapevole può rappresentare il riappropriarsi continuo all’interno della coppia della propria identità, che spesso diventa “identità statica” e conseguentemente l’occasione per il rinnovo dell’identità della coppia stessa su un livello diverso. Il litigio violento, invece, è ben altra cosa, sancisce il coma irreversibile di un rapporto. Insomma un rapporto si tiene sveglio nella consapevolezza che nulla è scontato e sviluppare l'attenzione amorosa verso l'altro, non l'attenzione paranoica che, invece, affligge molte coppie. Pino Tartaglia

mercoledì 18 febbraio 2015

A chi ha paura di crescere e diventare adulto..........


E' bello essere adulti, sentire il proprio potere di realizzazione nella vita di tutti i giorni, nel concreto ; è bello avere fede e fiducia in sè e negli altri e sapere che possiamo realizzare i nostri sogni (anche quelli che sembrano impossibili) ; è bello fare esperienza della vita passando e attraversando pericoli e difficoltà a volte insormontabili e averne fatto tesoro accumulando importanti insegnamenti che ci rendono saggi e maturi. È bello, ancora, scoprire che adulti non è diventare cinici , così, la maturità non è rassegnazione, ma maggiore capacità di energia e di governo della realtà di fronte magari a scelte difficili o responsabilità grandi da assumere, ma pur sempre nella capacità di essere gioiosi ed entusiasti capaci e pronti a cogliere la bellezza della vita in ogni attimo, in ogni respiro ed in ogni angolo del mondo.

Essere adulti.

L'adulto è un essere emozionale, ma ha la padronanza, non il controllo delle proprie emozioni........
l'adulto è tale se è capace di far convivere dentro di sè il bambino gioioso, avventuroso e spontaneo integrandolo con la saggezza e l'esperienza ...
l'adulto maschio è tale se ha una buona percentuale di femminile integrato nella personalità che gli consente di non temere la sua sensibilità e non confonderla con la debolezza
L'adulto donna è tale se la sua parte maschile integrata, la rende determinata  (determinazione non equivale a durezza aggressiva) ed intraprendente nelle relazioni, nel lavoro e nella vita e non in guerra col mondo e con i maschi.....
l'adulto assume con serenità e fiducia le responsabilità della vita, del lavoro, degli affetti : essere responsabili non equivale ad essere "doveristici".....
l'adulto è un essere che ama i bambini e si abbassa per incontrarlo negli occhi, e come i bambini ama tutte le creature viventi....
l'adulto ama il proprio lavoro, si appassiona ad esso ma non vive di esso.....
l'adulto ama la sua donna coltivando la passione e la completezza e sa separarsi con determinazione quando l'amore si è esaurito......
l'adulto sa separarsi anche dal piacere quando il piacere è d'ostacolo alla felicità ed al benessere proprio e dei suoi affetti......
l'adulto ama e sa che ogni giorno è un buon giorno per morire........

sabato 14 febbraio 2015

A tutti quelli che amano...

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Amare è completarsi , non è compensazione; amare è saper desiderare, amare integra in una funzione superiore sesso,cuore e campo di coscienza, Amare è essere nel flusso d'energia dell'universo, amare è osare, amare è capacità di donarsi , è farsi prendere (non prendere), è saper ricevere ( il dare è più facile), è aver fiducia di base nella vita, è capacità di provare quel sentimento raro che è la gratitudine, é riconoscersi reciprocamente, è saper dire grazie ( non solo sentirselo dire), è mollare rigidità e diffidenze marchiate dal passato, chi ama vive nel presente perchè dal fluire del presente che nasce il futuro, ama chi è in pace col passato ed ha il cuore libero...

giovedì 12 febbraio 2015

......essere o apparire?.....

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Essere non implica sforzi, si coltiva per un'intera vita; essere non è una tecnica da apprendere.
Apparire costa una gran fatica: impegna mente e corpo in una presa narcisistica molto dura. Apparire blocca in primis lo sguardo: chi vuol apparire è concentrato sull'immagine di se ed al rimando che il mondo gli offre. Blocca la cervicale , la muscolatura scapolare e la colonna vertebrale che diventa una sbarra di cemento. Di riflesso l'andatu
ra e la postura perdono di flessibilità e l'aspetto diventa rigido, altezzoso e le gambe senza ground. Ho visto tanti narcisi che a malapena riescono a girare il collo da entrambe i lati talmente sono concentrati su se stessi generando un effetto che ho definito "paraocchi da cavallo" che impedisce la lateralità dello sguardo, cioè il vedere "gli altri" che è ben altro dall'essere visti dagli altri. L'essere non richiede sforzi, ha a che vedere con la naturalezza, l'armonia e la grazia che si esprime attraverso il corpo, lo sguardo luminoso, ed il sorriso aperto e solare, non quello di cartapesta impresso perennamente in un viso congelato dalla vita e tipico di chi vive murato in una maschera esistenziale.

martedì 10 febbraio 2015

Esiste l'amicizia tra uomini e donne?


Gli scienziati americani come al solito fanno la scoperta dell'america. Hanno stabilito che nel film Harry ti presento Sally , che Harry abbia ragione a dire che non è possibile. Inutili ricerche meccaniciste che non riescono a tener conto della realtà complessa della psiche umana e delle relazioni. Amicizia è una parola, un concetto, un'espressione culturale storica, una convenzione socioculturale. L'inconscio non comprende queste elucubrazioni-distinzioni, per cui la scintilla sessuale può scattare tra i sessi a sorpresa in qualsiasi relazione umana ove ci siano condizioni di attrazione e fascino. Il punto è che la sessualità spaventa ancora, nonostante siano cambiati i tempi, e si tende ancora a demonizzarla. Solo l'esperienza e la maturità di un individuo può portare ad una capacità di scelta consapevole; decidere se in una relazione in cui scatta l'attrazione reciproca si possa rinunciarvi e trasformarla in una nuova e diversa energia creativa. Certo chi è affamato di sesso o vive una relazione di coppia frustrante non ha capacità di scelta e tende a bruciare tutto nel sesso. L'eros è una energia potentissima trasformativa, non s'identifica sic et simpliciter con il sesso: è un'energia generativa-evolutiva che fa parte della nostra vita più profonda. Non è possibile, nè sano trasformare ogni incontro di attrazione e di fascino nella vita in una dimensione sessuale. Quella energia straordinaria invece può portare ad una relazione tra i sessi molto creativa e anche molto appagante non necessariamente sessuale. Può anche accadere che Eros metta lo zampino in coppie ormai spente per riaccendere attraverso il tradimento quell'energia vitale che rende la vita esploratva, innovativa ed emozionante. Naturalmente se siamo già appagati sessualmente di proprio diventa possibile questa sublimazione dell'attrazione altrimenti saremo dannati a distruggere ogni possibilità evolutiva nel rapporto uomo donna appiattendoci sul sesso compulsivo e perennemente inappagato per cui come dicono gli affamati allupati "ogni lasciata è persa". 

venerdì 6 febbraio 2015

Il fattore tempo


Siamo nell'era della velocità,dell'immagine che scorre a slide impazzite: tutta la percezione della realtà è ormai influenzata da un rapporto maniacale e patologico con il "tempo". Stiamo perdendo il dialogo, l'ascolto, le pause, il tempo dell'esserci e del dedicarsi, essere presenti a se stessi ed all'altro, la consapevolezza. Vedendo il film " il posto delle fragole" di Bergman, un capolavoro pluripremiato del cinema anni cinquanta, ho sentito dire spesso che era un film "lento". Ecco ! abbiamo proprio perso la "lentezza", perchè? Si diventa ansiosi nell' ascoltare dialoghi molto profondi, osservare emozioni ed espressioni del viso e del corpo, le pause che sono fondamentali come in musica per far sì che ci sia armonia e senso alle manifestazioni intime. Si vuole l'emozione facile , l'esaltazione e l'azione spesso travolgente e violenta: basta questo a fare un buon film? In realtà non a caso viviamo nell'epoca dell'ansia, dello stress, del panico e della depressione con tutto il corteo delle malattie psicosomatiche autoimmuni.L'unico modo distorto diffuso di utilizzare il tempo che si conosce, è ,da un lato, una continua accelerazione ansiogena verso un futuro incerto e confuso e ,dall'altra, ad un uso depressivo nostalgico che va verso il passato. Il mondo reale sembra svanito nella chiacchierologia sia politica che scientifica, culto del "chi si ferma è perduto", l'incapacità a dire no ed uscire dalla giostra impazzita! Ansia, attacchi di panico e depressione sono patologie del tempo.

sabato 24 gennaio 2015

Un buon psicoterapeuta

Un buon psicoterapeuta non cerca la tranquillità accomodante, non mira agli aggiustamenti bensì al cambiamento, trasmette inconsciamente ciò che è, non ciò che dice: se la sua vita conosce i cambiamenti dinamici passerà questo codice al suo cliente. Il suo obiettivo non è distaccarsi dalla vita e dalle scosse dure dell’esistenza, egli deve essere costantemente “pronto ai mutamenti” ,come direbbe Goethe. Una “sana inquietudine” è il sale della vita ed il buon terapeuta lo sa bene: diventa necessario, pertanto, che sia costantemente in contatto con le proprie emozioni , sentimenti ed il loro mutare, evitando di accomodarsi su certezze ed illusioni. 

venerdì 23 gennaio 2015

L'orgasmo questo sconosciuto......spesso mistificato

L'orgasmo non s'identifica con un "acme di piacere", nè con l'eiaculazione.
La funzione dell'orgasmo presuppone la "Potenza Orgastica" cosa sconosciuta alla medicina. La potenza orgastica è la "capacità d'amare" di un organismo vivente, presuppone un organismo libero dai blocchi energetici distribuiti su sette livelli o distretti corporei scoperti da W. Reich. L'orgasmo è una convulsione-vibrazione energetica dell'intero organismo: è il prodotto della capacità degli occhi di riconoscere ed accettare con amore il partner, del collo che abbandona la presunzione, diventa umile e si concede senza giudizi, di un cuore capace di battere d'emozione, di un diaframma che collega la parte superiore del corpo con quella addominale-pelvica istintiva e viscerale per essere completi e non amare a metà.
I blocchi energetici radicati in sette livelli del corpo impediscono alla energia vitale di investire unitariamente l'asse che da occhi-diaframma e pelvi convoglia la "potenza orgastica" ai genitali : da quì la difficoltà ad amare, ad aver fiducia e ad affidarsi per amare profondamente e realizzare il grande miracolo cosmico dell'orgasmo, Senza potenza orgastica non è possibile realizzare la funzione dell'orgasmo. L'orgasmo è consegnarsi all'altro/a con completezza, un'onda che attraversa occhi cuore e genitali e scorre fino alla pianta dei piedi , l'abbandono totale con fiducia energetica al partner per riscoprire la gratitudine, l'amore, il grazie di esistere, la connessione con l'universo.

Separazione e pezzi di placenta

  I vissuti affettivi relazionali sono come pezzi di placenta incollati da cui occorre liberarsi per mettere il cuore in libertà e disponibilità, in grado di respirare un nuovo amore, di aprirsi e di donarsi con fiducia. Ricondurre a se stessi ed elaborare la propria esperienza emotiva affettiva diventa dunque indispensabile per operare una buona separazione e sciogliere le ambivalenze. Non si può amare davvero una persona se pezzi di noi sono rimasti incollati ad una precedente relazione.

giovedì 22 gennaio 2015

L'emicrania questa sconosciuta......abbastanza conosciuta

L'emicrania è l'epressione, molto dolorosa,di un conflitto che non si riesce a scaricare verso la periferia dell'organismo attraverso attività piacevoli, creative, relazionali, decisionali e risolutive. La testa non è luogo psicorporeo deputato , per sua funzionalità anatomo-fisiologica,alla scarica terminale liberatoria di una forte tensione interna. Nella testa si "ragiona": i ragionamenti inibiscono emozioni , desideri, aggressività, amore e armoniche decisioni. Abbiamo sempre detto che l'intelletto, la mente, quando non si armonizza col "sentire" frena il flusso di energia vitale generando "stasi" e conseguenziali sintomi che rappresentano un compromesso a volte disfunzionale per i forti disagi che causano nel vivere quotidiano.Il ragionare o il parliamone in amore è pertanto inutile, favorisce solo soluzioni mentali e si sa che la mente.. mente!
L'emicrania divide, attraverso un dolore invalidante, la testa in due facce in guerra; una propone un desiderio e l'altra che frena e fa "ragionamenti".

Spazziamo via, ancora una volta, i soliti luoghi comuni su Psicologi-Psicoterapeuti.


Lo psicologo non è un “tipo tranquillo”, non è freddo e distaccato, non è controllato, non è accomodante, non deve sempre essere tranquillizzante e sorridente, nemmeno troppo rassicurante. Soprattutto, non è perfetto, ma è semplicemente se stesso, consapevole dei suoi limiti e delle sue risorse. E’ curioso, aperto all’esperienza del nuovo, è un buon viaggiatore ed un ottimo compagno di viaggio, vive di esperienze non di letture e seminari, "non si coltiva in laboratorio" ma ama e si mette in gioco da buon giocatore; accetta e coltiva le “giuste distanze” nei rapporti affettivi sociali e famigliari ; non ha la pretesa di governare le emozioni dall’alto ma si cala vivendole e poi sapendo separarsene, proprio come nel mito di Ulisse. Non è seduttivo, non assolve, sa ascoltare con tutto il corpo ed è pronto a separasi dal cliente per mandarlo via, appena pronto, senza favorire dipendenze, né aspettative di reincontro: fa in modo che egli vada da solo verso il suo cammino esistenziale.
Un bravo psicoterapeuta non cerca la tranquillità, il suo obbiettivo non è distaccarsi dalla vita e dalle scosse dure dell’esistenza. Lo psicoterapeuta deve essere costantemente “pronto ai mutamenti” come direbbe Goethe. Una “sana inquietudine” è il sale della vita ed il bravo terapeuta lo sa bene: diventa necessario, pertanto, che sia costantemente in contatto con le proprie emozioni , sentimenti ed il loro mutare, evitando di accomodarsi su certezze ed illusioni.

giovedì 15 gennaio 2015

Pino Tartaglia: Compensazione e complementarietà

Pino Tartaglia: Compensazione e complementarietà: L'altro, in un buon rapporto d'amore, ci può solo essere "complementare" , non compensativo. Il nostro buco interiore...

Pino Tartaglia: Compensazione e complementarietà

Pino Tartaglia: Compensazione e complementarietà: L'altro, in un buon rapporto d'amore, ci può solo essere "complementare" , non compensativo. Il nostro buco interiore...

Compensazione e complementarietà


L'altro, in un buon rapporto d'amore, ci può solo essere "complementare" , non compensativo. Il nostro buco interiore, bisognoso-dipendente , lo possiamo colmare solo noi stessi con esperienze. cambiamenti e le evoluzioni nella vita. Se affidiamo all'altro il riempimento dei nostri vuoti togliamo libertà, autonomia e piacere al rapporto rendendolo vischioso ed inquieto. In amore dobbiamo presentarci complementari: solo così ci completiamo e amiamo con tutto il nostro essere. 

mercoledì 14 gennaio 2015

La "Peste Psico-Emozionale": il male oscuro anche della nostra epoca.


Da un punto di vista psico-energetico-emozionale il sentimento dell'esaltazione è l'espressione di una energia psicosomatica che dal bacino sale verso l'alto bypassando pancia, diaframma e torace, e collocandosi nella testa come punto terminale di scarica crea uno stato fortemente tensivo che possiamo sperimentare come "esaltazione" ( pensiamo allo stato emotivo durante le manifestazioni pubbliche o di piazza). La testa per la sua conformazione anatomo fisiologica non è un distretto corporeo adatto a scaricare tensioni in modo naturale , sano e completo . E' come se la potentissima enegia naturale dell'orgasmo in amore avanzasse verso l'alto anzicchè nel luogo deputato ad esso e cioè pancia, bacino, genitali e gambe. Quindi, l'esaltazione ha buon gioco quando l'energia del basso istintualità e sessualità (cosiddetta Kundalini) risulta fortemente bloccata nelle persone sia a causa della storia personale-familiare, sia per una cultura socio politica che spinge al fanatismo politico-mistico-ideologico-religioso. Tutti i regimi sia politici che fondamentalisti agiscono con le loro pratiche su questo vissuto corporeo: l'inversione della direzione dell'energia naturale. Basta osservare la posizione e la cadenza ritmica di gambe e schiena nelle marce militari atte creare la postura dell'obbedienza cieca. Il fenomeno fu studiato da W. Reich all'inizio del secolo e lo chiamò "peste emozionale". La Peste psicoemozionale produce: perdita della coscienza critica, appartenenza cieca a gruppi, sette o partiti senza occhi e senza direzionalità, perchè c'è un capo mistico-indottrinatore che pensa per loro, fanatismo, esaltazione, moralismo integrale intransigente, violenza dimostrativa e distruttiva di massa, gregarismo e dipendenza letale senza ritorno. Chi ama in maniera naturale ha le migliori difese rispetto alla vita, l'energia del corpo è flessibile ed oscillante tra l'alto ed il basso, integra istinto, sentimento e ragione; e le cose in cui crede sono naturali e armoniche con la sua personalità. Chi ama davvero è libero, riconosce e rispetta la libertà altrui, è difficile da gestire, comandare ed irregimentare: chi ama fa paura ai regimi e ai fondamentalismi di qualsiasi tipo ...anche nelle relazioni amicali e di coppia.

sabato 10 gennaio 2015

Il ragionare e le troppe parole, sono nemici della comprensione.


Penso che nostro compito fondamentale (psicologi e psicoterapeuti) debba essere quello di rendere comprensibile la Psicologia alla gente. Parlare del quotidiano in modo ampio, dai grandi temi dell'esistenza ai piccoli e grandi disagi quotidiani in famiglia, nelle relazioni affettive, sociali, amicali e amorose. Il punto fondamentale è come comunicare nel modo più semplice ed accessibile al maggior numero di persone senza abusare del "gergo" specializzato dei professionisti della psiche, nè quello criptico, a volte tipo setta, per addetti ai lavori o dei lettori di testi psicologici che parlano come se avessero una reale esperienza pratica della materia e deliranti psicochiacchieroni che talvolta infestano le bacheche di FB o i dibattiti televisivi. Non amo le psicochiacchiere nè gli psicochiacchieroni che abbondano ormai dappertutto, ed in numero hanno superato perfino i tuttologi, gli esperti pallonari del calcio televisivo e gli inutili esperti delle chiacchierate psicopolitiche televisive. Il ragionare è nemico della comprensione. "Il semplice" o la "semplicità" è quella cosa che si perde in una marea di parole, concetti e più o meno dotte citazioni. Penso che la Psicologia debba uscire dagli studi e dai salotti e venire incontro alla sofferenza umana specialmente alle fasce più deboli della popolazione.Prima che intervenire a livello legislativo, penso che occorra fare prima un salto quantico di mentalità rispetto all'accettazione della diffusione per una maggiore comprensione del sapere psicologico, anche per evitare distorsioni, confusioni , pregiudizi e luoghi comuni che infarciscono le opinioni di tanta gente.

Amore vero ?

Mi è stato chiesto: esiste l'amore vero e sano? Ho risposto, basta togliere gli aggettivi. I nemici peggiori dell'amore sono giudizi ed aggettivi. Ogni volta che giudichiamo o aggettiviamo un sentimento ci stiamo già perdendo l'altro. L'amore è!

giovedì 8 gennaio 2015

Cuore di pietra o di ghiaccio ?

Mi chiedeva un'amica, che differenza c'è tra un cuore di pietra ed un cuore di ghiaccio? Ho risposto: quello di pietra non ti crea illusioni, quello di ghiaccio mette in moto la tua voglia insana di scioglierlo, ma ti troverai nelle mani solo acqua gelata. 

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da sè, si situa sul confine tra Narciso ed Alterità...

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da se si situa sul confine tra narciso ed alterità... Il confine tra narciso e alterità è lo s...