giovedì 27 novembre 2014

L'amore è fiume che scorre



Riconoscere l'altro distinto da sè è saggezza, è la base per un vero incontro anche d'amore. Riconoscere l'altro che se ne va è riconoscere la propria individualità ed il proprio valore, non ci si sente abbandonati (come bambini), ma si apre un campo di consapevolezza adulta. Ciò che va via davvero sono i nostri attaccamenti, non l'amore! ma gli attaccamenti sono zavorre della personalità son pezzi di placenta attaccati addosso , "scorie metaboliche dell'amore. Molti soffrono di mal d’amore perchè confondono le "scorie" con il vissuto d'amore. Di conseguenza aprono le porte alla regressione abbandonica infantile con l'inevitabile corteo di lagne, colpe ed accuse. L'amore è come fiume che scorre si confonde spesso con i detriti depositati sul suo fondo: gli attaccamenti regressivi non adulti.
L'amore è fiume che scorre! l'acqua che scorre è fluida in ogni istante, l'acqua passata è ferma e diventa invece stagno! l'amore è fiume, non stagno! Se non sei fiume fai diventare stagno qualsiasi cosa! Ogni amore che muore, ogni amore che nasce sono affluenti freschi e ricchi di linfa vitale nello stagno esistenziale, fa fiorire e illuminare l'universo.

martedì 25 novembre 2014

Aggressività e violenza.


La violenza è l'aspetto patologico dell'aggressività naturale.
L'aggressività non s'identifica con la violenza. "Aggressivo non è uguale a Cattivo". Molte persone adulte vivono nella paura-inibizione di "andare allo scontro", alla definizione di sè e delle relazioni perchè si sono abituate all'idea che "scontrarsi" anche con determinazione non è "educato". In tal modo si blocca la responsabilità sana di "assumere posizione" per chiarirsi ed ascoltar
si. Il violento, invece, non ascolta : concepisce l'altro come un oggetto da utilizzare per placare il vissuto di angoscia interiore che lo pervade e che pretende di lenire con la violenza agita su una vittima predestinata. Il violento non è in grado di ascoltare nessuno, nemmeno se stesso.
L'aggressività, come il colesterolo, è di due tipi; la buona aggressività e quella cattiva. Aggressività, in senso buono, significa nella sua radice originaria "ad-gredior", andare verso , decidere, proporsi, agire autonomamente per raggiungere le proprie mete nel rispetto degli altri, accettare il confronto, mettersi in gioco. Senza aggressività naturale sana, dunque, non può esserci autoaffermazione, nè autostima.
L'aggressività cattiva, invece, è più vicina alla violenza, rende reattivi, fa reagire a tutte le situazioni esterne, in maniera indiscriminata, come se queste costituissero una minaccia reale alla propria integrità e spesso alla propria immagine. Manca presenza e attenzione ai fatti concreti e alle parole, e non si ascolta realmente l'interlocutore ma solo la propria paranoia interna. Si aggredisce ,anche in via preventiva, per difendersi, pensando sempre di essere attaccati. Gran parte dei blocchi posti all'aggressività dei bambini producono seri problemi di autoaffermazione e di autostima. Molta cattiva educazione familiare equipara "aggressivo con cattivo". Il fine dell'aggressività non è la violenza gratuita ma semplicemente quello di rendere possibile il soddisfacimento di un bisogno vitale esistenziale. 

lunedì 24 novembre 2014

Le mie poesie....... Un graffiante suono d’armonica nella notte




Un pianto si scioglie in una melodia d’armonica, fatta di struggenti immagini e suoni dolcemente graffianti ,con un sapore di addio, melanconica a tratti mesta e sublime , è pioggia di dolcezza  e d’infinità :  amori risolti è amori dissolti nel vento della solitudine, un mondo antico fatto di tenerezza di avventura e di sogni di terre lontane, di magie e di sogni ad occhi aperti d’incanto, di un tempo rarefatto di presenze evanescenti.  Diventa il canto di un mondo che non c’è più, di visi scolpiti nella memoria del tempo, di atmosfere d’amore mai sopite nella ricerca senza tregua  con l’inganno del  tempo. Un’armonica lancinante nella notte scuote brividi nell’ anima e porta a te donna mia specchio delle mie paure e del mio coraggio: si può piangere di gioia, di disperazione ma anche di nostalgie, di addii mai sopiti si può piangere per questa meravigliosa vita che può sempre sfuggirti tra le dita, tra le dita di un pianoforte, di un violino e pensare a te ogni minuto della mia esistenza come una sinfonia dell’universo e piangere per una umanità piena di dolore, piangere per chi soffre nella solitudine, nell’anonimato, per chi ama disperatamente chi non trova, sentire le lacrime del mondo, sentire che ogni giorno è un  buon giorno per morire, sapere che sei forse al di là dell’universo , che prima o poi sarai parte di me . Questa suono lancinante d’armonica è un grido d’amore è per te , ovunque tu sia, un suono lontano sempre più lontano con un pianto che scioglie felicità e nostalgia che pian piano svanisce nelle tenebre, lì da dove sei venuta.

domenica 16 novembre 2014

L'amore è

Non cercare l'amore, non si fa trovare........non aspettare l'amore, ti lascerebbe da solo.......non pensare all'amore, ne faresti un'ossessione.....non ricordare l'amore che non c'è più, ti toglie via dal presente......se davvero sei amorevole, se davvero coltivi lo sconosciuto che ti abita e ti smuove dentro, se davvero ami e rispetti te stesso e gli altri, se c'è gentilezza nei tuoi gesti , calore nelle tue mani e luce nei tuoi occhi , allora può darsi che sia l'amore a decidere di venirti a trovare. 

lunedì 10 novembre 2014

I sintomi sono segnali di vitalità di un organismo

Gli stati ansiosi, le crisi, i momenti di disagio e sofferenza sono sintomi di vitalità di un organismo in evoluzione ed energeticamente in movimento dinamico . Pertanto gli stati ansiosi o di disagio non vanno superati "brillantemente" come fossero prove d'esame ma sono segnali di cambiamento in cui è importante integrare la parte di sè che resiste o ha paura del cambiamento. Anche il farmaco oggi punta a fare superare brillantemente il sintomo ma finisce poi col sopprimerlo distruggendone il significato rivoluzionario di cui è portatore. Le esperienze si fanno per l'intero arco dell'esistenza: l'età adolescenziale è solo il luogo delle prime esperienze. In amore ci vogliono anni e anni di esperienze per diventare veri adulti anzicchè rimanere figli a vita. Chi pensa, dunque di fare esperienze asettiche o guidate mettendosi al sicuro dietro dogmi ( anche ideologici o mistici), o scelte "per sempre" , corre il rischio di fare i conti con la vita reale in modo drammatico: spesso un terremoto fa crollare certezze e valori mal riposti su cui ci si è supinamente addormentati.

giovedì 6 novembre 2014

la mente...mente

La mente ha una capacità diabolica: inventa valori in contrasto con la natura, inventa alibi all'incapacità ad amare, giustifica la violenza degli stalker, alimenta il giudizio ed il senso di colpa, crea l'idealismo astratto senza esperienze spacciandolo per valori concreti, alimenta la presunzione ed il narcisismo. Ma quando si allinea al cuore, alla respirazione profonda, ai genitali ed ai piedi centrati sull'equilibrio della realtà allora diventa meravigliosa ed usa il linguaggio della poesia. 

martedì 4 novembre 2014

L'aggressività questa misconosciuta


L'aggressività non s'identifica con la violenza. "Aggressivo non è uguale a Cattivo".
L'aggressività, come il colesterolo, è di due tipi; la buona aggressività e quella cattiva. Aggressività, in senso buono, significa nella sua radice originaria "ad-gredior", andare verso , decidere, proporsi, agire autonomamente per raggiungere le proprie mete nel rispetto degli altri, accettare il confronto, mettersi in gioco. Senza aggressività naturale sana, dunque, non può esserci autoaffermazione nè autostima.
L'aggressività cattiva, invece, è più vicina alla violenza, rende reattivi, fa reagire a tutte le situazioni esterne, in maniera indiscriminata, come se queste costituissero una minaccia reale alla propria integrità e spesso alla propria immagine. Manca presenza e attenzione ai fati concreti e alle parole, e non si ascolta realmente l'interlocutore ma solo la propria paranoia interna. Si aggredisce ,anche in via preventiva, per difendersi, pensando sempre di essere attaccati. Gran parte dei blocchi posti all'aggressività dei bambini producono seri problemi di autoaffermazione e di autostima. Molta cattiva educazione familiare equipara "aggressivo con cattivo". Il fine dell'aggressività non è la violenza gratuita ma semplicemente quello di rendere possibile il soddisfacimento di un bisogno vitale esistenziale. 

L'incapacità all'ascolto..

 Impariamo a leggere l'espressione psicosomatica del viso e la postura del corpo
Oggi parliamo di quelli che non sono mai presenti a se stessi ed agli altri ma sono sempre "altrove".
Certamente vi sarà capitato che mentre state parlando ad una persona vi prende una sgradevole impercettibile sensazione di parlare a vuoto.Dapprima si avverte un vuoto, poi un pò d'ansia ed alla fine arriva poi una "cortese rabbia". Siccome la verità non sta solo nelle
parole ma molto in quello che si esprime al livello sottostante, nel non detto, nelle emozioni, si tende ad essere cortesi per evitare di uscire dal politicamente corretto. Quindi se mandi a quel paese l'interlocutore corri il rischio di passare per matto o per irrispettoso e non educato. Difatti l'incapace all'ascolto, perchè "altrove", non ha consapevolezza che il suo è un "modus vivendi", per cui se lo si fa notare incomincerà ad argomentare che sei tu a non capirlo, appunto, spostando subito da un'altra parte l'asse del discorso. Le varianti sono numerose: c'è il soggetto altrove, che sente in quello che dici solo quello che gli conviene cancellando-non ascoltando tutto il resto. L'altrove che non ascolta nemmeno una parola di quello che dici perchè è tutto teso a "farti fuori" per vari motivi, tra questi, l'invidia , la competizione, la rabbia inveterata contro il mondo. L'altrove "acculturato" che legge solo ma non ha esperienze nè professionalità ma deve dimostrarti continuamente ( più a se stesso) che ne sa più di te ( anche se sei esperto e pratichi la professione nella discipina di cui si tratta) e chissà perchè odia i laureati: contesta di continuo senza ascoltare, svicola sulle tue risposte, e fisicamente notate che quando è alle strette muove tutto il corpo spostandosi di direzione (destra , sinistra o indietro-avanti se state passeggiando) per portarti una motivazione "distraente". Ancora l'altrove competitivo usa spesso la tecnica dell'interruzione, si sovrappone di continuo all'eloquio interrompendoti senza farti mai esprimere un pensiero compiuto e dopo,magari, ti rimprovera perchè non hai detto nulla di conclusivo. Poi c'è il nevrotico ansioso che mentre ti sta apparentemente ascoltando è preso dalle fregole delle sue ansie quotidiane, problemi familiari, lavorativi, bollette da pagare,ansie per i compiti-doveri che deve per forza assolvere. Questa tipologia di altrove spesso accende la TV a casa e non ascolta moglie e figli sperando di crearsi un improbabile oasi di pace.

Cos'è la coscienza...?

Esiste una coscienza che non è banale capire, non è il banale giudizio che diamo alle cose, non nasce dal senso di colpa e non s'iden...