sabato 28 dicembre 2013

Sistema Immunitario e Confini corpo-mente


Il "sistema immunitario" regola e marca il confine tra il me e l’altro da me, io chi sono e l’altro chi è, ha quindi a che vedere con l’Identità della persona. Nell’ottica dell’unità “mente corpo” l’identità biologica e quella psicologica sono funzionalmente identiche. Il sistema immunitario attraverso il corpo  e attraverso la pelle delimita il confine tra l’io e il non io. Una identità in buona salute, non allarmata, ha confini flessibili: non teme di incontrare il nuovo il diverso, ad esempio non ha bisogno di produrre sostanze difensive molto forti per affrontare-confrontare un agente esterno estraneo come ad esempio accade in una allergia o un’asma psicosomatica. Così come un popolo (o un singolo individuo) con salde radici di identità e di democrazia non  attua sistemi di confine rigidi per preservare la propria integrità ,vedi xenofobia, razzismo, fondamentalismo religioso. La nostra epoca è caratterizzata da una crisi di identità globale, il sistema identitario è continuamente costretto a confrontarsi  con le economie mondiali, conflitti etnici, guerre di religione,  l’inquinamento ambientale, la minaccia nucleare e lo sfruttamento del pianeta. La confusione su chi e da che cosa dobbiamo difenderci per irrigidire o elasticizzare i confini regna sovrana, non sappiamo più chi è nemico e chi no. Nelle famiglie il bambino può sperimentare che la persona di cui più si fida è quella che gli fa violenza o addirittura lo fa sparire come le cronache giudiziarie recenti lo dimostrano. La "malattia autoimmune" è l’espressione di un organismo che per varie concause perde il "riconoscimento della sua identità" e del suo confine e quindi si aggredisce "rivolgendo contro se stesso" l’attività di difesa immunitaria che non riesce a dirigere verso un agente minaccioso reale esterno, ormai non più distinguibile. L’identità biologica, psichica, l’appartenenza alla propria etnia o alla propria terra, il processo di individuazione, le sane separazioni, i sani incontri, una sana economia, il rispetto di se e della natura, della terra come organismo vivente, di tutte le forme viventi del pianeta, la strutturazione di una nuova coscienza planetaria sono i parametri di base che decideranno delle sorti del “vivente uomo”.

mercoledì 18 dicembre 2013

Plauto: " chi vuol mangiare la noce deve rompere il guscio".

Buon Natale ai gruppi di consapevolezza psicosomatica
Dice Plauto :" Chi vuol mangiare la noce deve rompere il guscio. I gruppi di consapevolezza psicosomatica si trovano ora ad una svolta più decisa nella direzione della liberazione ed espressione delle emozioni bloccate che, spesso, sono racchiuse nel guscio duro della corazza caratteriale e congelate nell'esperienza del passato. Le emozioni diventano distruttive se manca la consapevolezza: la consapevolezza arriva sperimentando le emozioni, non con il self control o l'educazione, ma all'interno di un contesto di gruppo che consente a tutti di liberarle in un clima di accettazione reciproca. Scontrarsi fa bene alla salute non dobbiamo temere gli impatti, essi servono ad incontrarci su basi più autentiche più leali per un rispetto "non formale" ma autentico! Diffidate dalle persone che non si arrabbiano mai , ma anche di quelle che vivono nella rabbia, senza amore. Capita che le persone che amiamo di più possano farci arrabbiare un pò di più: è solo un modo per capirsi e sentirsi di più se ne comprendiamo il codice , il senso di definizione e di chiarimento insito in un impatto emozionale. Un abbraccio fortissimo e commosso ai tre gruppi di consapevolezza psicosomatica che continuano a creare una intensa atmosfera affettiva, energetica, emozionale, viva ed evolutiva; nell'accettazione reciproca delle contraddizioni umane e nella sorpresa gioiosa di incominciare a scoprire di tanto in tanto piccoli significativi cambiamenti nella propria percezione del corpo e del respiro e l'apertura nuova a nuove relazioni. Questa atmosfera mi dà energia, calore e amore: questa e solo questa è l'unica motivazione e gratificazione che mi sostiene in questo compito, a volte anche faticoso, e nient'altro!!!!!!! un abbraccio forte.

sabato 14 dicembre 2013

Le mie poesie. Lascia che ti arrivi questo Blues


Lascia che ti arrivi questo blues,
la profonda tristezza del buco nero del vivere
la solitudine di sempre:
quella che morde e poi ti accarezza l’anima.
 Senza il tuo amore, il tuo alito caldo, soffio vitale
 che accarezza le pieghe rugose dell’anima
 nella notte oceanica del magma cosmico,
 son qui perso nell’immensità del desiderio e
 del dolore, tra terra, cielo e notti stellate e
 fioche luci nel buio che tracciano come fari nella nebbia
 il destino umano, i sogni infranti della giovinezza,
 le immagini di sempre, l’amore da sempre accarezzato
 in un sogno senza fine .
 Poi la via della conoscenza, della trascendenza, 
 il respiro del mondo, la pace nel cuore 
 che mette tregua  ad una canone eternamente
 in fuga, come una musica  di Bach che ritorna
 magicamente e ci riporta nella spirale dell’eterno divenire. 

martedì 3 dicembre 2013

Libertà, responsabilità,dignità e rispetto: non esiste libertà senza responsabilità

La libertà che si esercita a danno di altri non è responsabilità! La libertà intesa come fuga da se stessi non è libertà. La libertà presa alla chetichella è infantile. La libertà non strutturata è emarginazione. Chi è contro tutti o tutto non è libero, è schiavo di se stesso. Chi ruba la libertà non è libero, la libertà fa parte "dell'essere", non si può avere o comprare. La tragressione fine a se stessa non è libertà. Libertà senza amore e senza vincoli affettivi è "disadattamento". Spesso l'incapacità ad assumersi impegni sociali, lavorativi, affettivi e relazionali viene camuffata e spacciata per libertà! Scegliere di far parte di un gruppo è libertà, ma è altrettanto libertà essere responsabili  dei propri comportamenti : sentirsi liberi non equivale ad ignorare le aspettative affettive, relazionali, energetiche e di legame che si creano in un gruppo. Disconoscere l'energia che si prende a prestito dal gruppo è "perverso" è un furto operato a danno di se stessi, e quì entriamo nel campo del rispetto. Chi non rispetta altri non rispetta se stesso. Essere puntuali agli appuntamenti ed agli impegni assunti è rispetto: chi non ha la sensibilità nei confronti di chi rispetta le regole non è un uomo libero. Chi ruba il lavoro altrui non sarà mai un uomo libero: tutto questo si chiama "Dignità"

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da sè, si situa sul confine tra Narciso ed Alterità...

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da se si situa sul confine tra narciso ed alterità... Il confine tra narciso e alterità è lo s...