martedì 26 ottobre 2010

Liberare l'Anima dalla Mente: "riprendersi il corpo"- di Pino Tartaglia

Ogni volta che ci sforziamo di capire di pensarci su’, la vita ci scorre davanti e nemmeno ce ne accorgiamo. Ecco l’importanza di un principio alchemico basilare: entriamo nel buio, nel silenzio come fa il seme quando penetra nella terra umida: è li’ che lentamente e con i tempi giusti matura il germoglio, la conoscenza profonda, il “cambiamento”, la trasformazione. La crescita interiore la trasformazione, il cambiamento, sedimentano nel buio dell’anima. La forza di un progetto o di una iniziativa importante che vogliamo intraprendere cresce col silenzio ed il ritiro in se stessi, nella propria solitudine e perde, invece, di forza nel momento in cui ne parliamo, lo mettiamo in “discussione” confidandolo ad amici o semplicemente comunicandolo: credereste voi a qualcuno, pur entusiasta, che vi dice: “ da domani cambio vita!? Il cambiamento stupisce chi lo prova e chi a sorpresa se ne accorge. Cosi’: non si può affrontare una crisi sentimentale o matrimoniale parlandone, consultandoci con amici, guardare cosa fanno gli altri o imitarli, o partecipare a tristi trasmissioni televisive, ne subissando il mondo con il nostro dolore o le nostre lacrime come certa TV ha abituato il nostro paese a fare giorno dopo giorno ed a favorire il cosiddetto” voyeurismo” morboso: è noto come in tempi recenti si è  arrivato ad organizzare i cosiddetti tour dell’orrore sui luoghi dei delitti o a profanare la vita intima di una adolescente ,privata crudelmente della vita, curiosando, anche giornalisticamente, dentro i suoi diari e le sue foto. Il Rispetto di sé e dell’altro da sé non è il “farsi rispettare”, il farsi rispettare ha a che vedere con "l’orgoglio." Il rispetto vero ha a che vedere con la "dignità." Il rispetto autentico ispira autorevolezza ; il farsi rispettare ispira timore.

giovedì 21 ottobre 2010

L'infinito - Universo e Amore: una mostra dell’artista Demet Kiziltas. Presentazione e Recensione : Dr. Pino Tartaglia

Pubblicato il 16/11/2009 | da Lorenzo Lovato


Venerdì 20 novembre, alle ore 17.30, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma, sarà inaugurata la mostra di Demet Kiziltas, pittrice, graphic arts designer e architetto. 

Periodo espositivo : 20 novembre - 11 dicembre 2009
Orari : 9.00 - 17.00 ( dal lunedì al venerdì )
Piazza della Repubblica 55/56, Roma

Ingresso gratuito

L’artista spiega così la sua visione dell’universo : “Nel percorso vitale proteso verso l'universo, ciascuno di noi ha un ruolo specifico e predeterminato. La vis individuale si manifesta in svariate forme, quasi sempre condizionate; talvolta acquisisce autocoscienza e ci si accorge di essere una manifestazione di energia, l'illusione di un attimo nella dimensione spazio-temporale dell'infinito. L'energia dell'universo, che si evidenzia nell'evoluzione e nella mutazione continua dei suoi elementi, è la vita dell'infinito, assimilabile a quella umana. La vita da sola non ha alcun significato… ma è un'occasione per crearli. La creatività si può esprimere senza il potere, la paura, il possesso ed il giudizio. La sublimazione dell'energia e della creatività umana, l'idealizzazione del pensiero e la trasposizione figurativa dei sogni, la rappresentazione dell'estetica, delle forme, dei colori e delle emozioni danno luogo alla genesi spontanea dell'arte. E nell'intima ricerca di una fusione con l'universale, per chi riesce a creare e a dare un significato alla vita, l'arte resta l'unica magica risposta al nostro anelito di infinito.”

Gustavo Scognamiglio così sulle opere della Kiziltas: La coincidenza di visioni antitetiche, la coesistenza del finito e dell’infinito sono gli elementi essenziali che traspaiono dalla energia creativa dell’artista che cavalca sintesi cromatiche violente e morbide come i suoi stati d’animo. La ricerca parossistica di cogliere l’infinito e l’universale viene veicolata da forme geometriche definite e talvolta sfumate, pur non rifiutando rientri nostalgici nei ricordi reali e in paesaggi onirici. Il tempo non è vissuto dimensionalmente; diventa un’evoluzione di forme e colori che suggeriscono insieme implosione ed esplosione, stasi e divenire. Talvolta marcatamente metafisico, talvolta squisitamente geometrico, l’obiettivo della sua tavolozza resta l’individuazione dell’essenza dell’universo.

Pino Tartaglia invece dichiara : “Sfondi scuri con sprazzi di argento e rosso, sfere e linee, universo, stelle, ricerca dell’infinito, sembrano sviluppare un continuo messaggio di ricerca di creatività attraverso il superamento dei confini materiali e degli involucri che ingabbiano l’essenza dell’essere umano. Questa ricerca infinita spazia attraverso la sua pittura in un alternarsi di forme geometriche e linee aperte, tra forma e spirito, in una sorta di rincorsa all’infinito. Nobilita quindi il conflitto, la contraddizione presenti nella natura umana, contrasto tra materia e spirito, corpo e anima. Senso della contraddizione come motore di ricerca. Tra idealizzazione e onnipotenza, tra limiti e confini, spazi immensi che aprono le porte alla generosità della persona nella creatività e nelle relazioni con il mondo e con tutti i prezzi che queste comportano. La gioia dell’artista viene rivelata senza paura in un ordine supremo che travalica la realtà in virtù di questa potenza energetica che ha bisogno di spazi incommensurabili per esprimersi, come se lo spazio esistenziale fosse una prigione dell’energia interiore, un limite insostenibile , una compressione che si libera attraverso l’esplosione dei colori. Si tratta di frammenti di luce che di per sé contengono altri principi vitali in una sorta di mosaici infiniti. Questo si avvicina molto alla sensibilità melodica dell’artista. Questo linguaggio si avvicina molto alla musica in una sorta di sinestesia, quasi che lei dipingesse accompagnata da sottofondo sonoro fatto di note dolci e delicate che contribuiscono all’armonia della sua espressione pittorica. Sembra che l’essenza del messaggio sia un “andare oltre.”. Contrasto tra l’aspetto estetico ed estatico. La corporeità dei dipinti è interamente surrogata dalle interazioni di linee energetiche che trascendono la forma e diventano espressione della vita che pulsa nel macrocosmo. Quindi una ricerca del’infinito e il significato di essere. Il contrasto tra la gioia del legame del’infinito e l’anelito del’energia eterna che la porta ad andare ”oltre”, oltre i confini, oltre i condizionamenti, oltre i limiti dell’esistenza, e della cultura: un tema che ripropone l’antica antitesi tra natura e cultura: quindi , ricerca dell’infinito e oscillazione tra spirito e materia.. Attraverso la sua pittura si rivela il tentativo estremo di superare lo spazio, la materia e il tempo per scoprire una sorta di missione archetipica affidata ad ogni essere umano e che solo l’arte ha la capacità di poterlo esprimere.”

Il cielo sopra Berlino, appunti di immagini oniriche

Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders - Immagini oniriche
                                                                  
Di notte lungo l’autostrada, alle prime luci del mattino, lo stereo acceso inonda l’abitacolo di musica popolare, di jazz, come una soffice nuvola: la voce e la tromba di Louis Armstrong e la voce sensuale, carica di umanità e di dolore di Billy Holiday: sensazioni,  emozioni, ricordi e riflessioni…un turbinio nell’anima. Tra l’umido parabrezza ed il cielo appare d’improvviso l’immagine di un film “il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders: angeli che osservano dall’alto il genere umano, angeli lontano da passioni, fragilità, bisogni terreni che contemplano il grande circo umano. Poi uno di essi, affascinato da questo mondo decide di cadere sulla terra, di incominciare a sentire il dolore fisico, perde la corazza e le ali e incomincia a trasformarsi , diventa carne, ossa, sangue, polmoni, cuore. emozioni, passione. Sono un laico, ma credo negli angeli, oh no! non nel senso che comunemente   preti e predicatori danno agli angeli. Ho visto angeli negli occhi velati di dolore di una bambina brasiliana ma carichi di luce e di speranza…aveva perso tutto , anche la madre alcolizzata, ammazzata da balordi. Negli occhi dignitosi di un cane abbandonato  che con rispetto e paura cercava carezze e calore prima che cibo. Non c'è solo violenza ed orrore,nel mondo di oggi, esiste anche una umanità meravigliosa! sono laico, ma credo nei miracoli . Tutti i giorni avvengono miracoli davanti ai nostri occhi…spesso non abbiamo occhi per vederli e cerchiamo il “miracolismo”! Si, L. Armstrong, Billy Holiday e tanti poeti , scrittori, musicisti, artisti, conosciuti e non, che gratis, senza chiederti nulla in cambio, ti illuminano l’anima. L’anima si accende nello sguardo luminoso carico di meraviglia del bambino , nella gioia di vivere, nella semplicità delle persone umili e dignitose in un mondo roboante di predicatori di ideologie, di religioni occidentali ed orientali, spesso “fai da te”. L’anima si  illumina, si!, si esprime con la pelle, è fatta di pelle che si colora, di sangue che scorre nelle vene .. di alito e respiro profondo di abbracci caldi, di mani calorose e comunicative. Si illumina di fascino misterioso ed insondabile, cosmico, della dimensione della prima grande esperienza di diversità all’esordio della vita: “esser maschi” ed “esser femmine” per poi diventare uomini e donne. Gesù è caduto sulla terra, con carne , ossa, sangue, dolore fisico e psichico, cuore, polmoni.; ha attraversato, nei suoi giorni nel deserto, tutta la follia umana: angosce, deliri, allucinazioni, rivelazioni….e poi sofferenze atroci , si è contaminato con gli umani. Gesù ha dato con la sua esperienza d’amore una grande dignità all’essere umano. Le guerre di religione che ancora oggi devastano l’umanità, le ideologie di qualsiasi tipo, continuano a seminare odio e violenza e perpetuano l’assassinio di Cristo negli occhi dei bambini….si! il Cristo muore così ogni giorno negli occhi dei bambini. Gli angeli ci sono, siamo noi , sono fra noi ,basta aprire gli occhi dell’amore.

nella foto una scena del film "Il cielo sopra Berlino"

"Sognare ad occhi aperti" Conferenza - incontro a Carinaro con Pino Tartaglia

Sognare significa avere desideri, energia e proiettarsi nelle possibilità della vita;
Ad occhi aperti perché possano situarsi in uno spazio di realtà possibile ed utopico allo stesso tempo; è la realizzazione di sogni utopici che ha fatto fare le cose migliori al genere umano.
I have a dream “disse il grande Martin Luther King.
I grandi film di Federico Fellini nascevano dai suoi sogni, anche da quelli ad occhi chiusi, che puntualmente li disegnava prima di trasformarli in opere d’arte.
In breve sognare vuol dire consentirsi un contatto autentico con se stessi, legittimare le cose importanti che censuriamo nel cuore per la paura di rivelarle, la possibilità del cambiamento! Il cambiamento è l’antidoto ai mali del secolo: ansia, depressione ed attacchi di panico.

CITTADINANZ ATTIVA CARINARO

L'antitodo ai mali del secolo:ansia,depressione ed attacchi di panico!

Sognare ad occhi aperti:

Sognare = avere desideri, energia e proiettarsi nelle possibilità della vita;
Ad occhi aperti = situarsi in uno spazio di realtà possibile ed utopico allo stesso tempo;

E’ consentirsi un contatto autentico con se stessi, legittimare le cose importanti per noi che censuriamo nel cuore.

Ne parleremo in una Conferenza -Incontro

SABATO 22 APRILE 2008 ore 19,00 Palazzo De Angelis piazza Trieste Carinaro

con il Dr. Pino TARTAGLIA - Pscicoterapeuta


Siete invitati a partecipare


Cittadinanzattiva Carinaro

L'infinito. Mostra d'arte contemporanea con Demet Kiziltas




mercoledì 20 ottobre 2010

Vernissage artista Demet Kiziltas - " ESSENZA" - Pino Tartaglia ha presentato l'evento presso Associazione Malachia - S. Leucio, Caserta

Recensione dell'opera a cura di Pino Tartaglia

Essenza

Questa opera di demet ci riporta ad una problematica molto presente oggi nella psicologia moderna: il tempo! Il tempo oggettivo ed il tempo vissuto. La vita scorre e la possiamo cogliere solo nel presente nel ‘qui ed ora’, non solo, nel qui ed ora c’è l’essenza.Quello che i quadri di demet ci invitano a cogliere: l’attimo catturato all’immagine, al misterioso processo della vita che si manifesta nei processi della natura e nell’infinità del cosmo e nei quattro elementi fondamentali:terra, aria, acqua e fuoco.In questa opera è l’acqua l’elemento che la ispira.
L’acqua è alle radici della vita e dell’anima, purifica e fa rinascere.La ritroviamo nei sogni delle persone quando attraversano in psicoterapia passaggi di crescita interiore e ne solcano l’anima.

L’essenza si mostra quotidianamente ai nostri occhi ed ai nostri sensi interi.
Si mostra nei riflessi di luci, suoni e colori. Si manifesta nella energia e negli effetti dei quattro elementi fondamentali della vita.
Ancora una volta l’artista attraverso l’elemento primordiale “acqua” porta lo spettatore ad una percezione della vita nei suoi passaggi dinamici, archetipici . Il “Divenire” incessante del moto della vita ,delle onde del mare, in un universo mutevole e sorprendente: demet ricalca l’esperienza dell’anima ai livelli essenziali: l’acqua generatrice di vita , l’attesa, l’esplosione del l’evento , la quiete, la purificazione, i passaggi esistenziali e mitologici che portano al cambiamento.
L’opera di demet ci spinge a venir fuori dalla percezione razionale e mentale della esistenza ed a cogliere ciò che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno: L’essenza nei riflessi magici e nei colori , nelle vibrazioni sottili dell’energia universale, cosmica che trasuda dalla sua opera si cela nelle pieghe della nostra esistenza quotidiana , l’acqua che batte sui vetri della finestra , alla tempesta affascinante, alla quiete catartica che apre uno sguardo terso e limpido all’orizzonte spalancando gli occhi dell’anima a nuove visioni: sono istanti catturati alla vita, vissuti nell’attimo permeato di infinito, nell’hic et nunc perché è nel “quì ed ora” che si svela “l’essenza”.

CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/TURCHIA - "L'UNIVERSO" POETICO DI DEMET KIZILTAS A ROMA

"L'infinito. Universo e Amore" di Demet Kiziltas, pittrice, graphic arts designer e architetto apre oggi a Roma il dibattito sulla poetica dell'artista turca, presso lo spazio espositivo dell'Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia fino all'11 dicembre. Ha presentato il dott. Pino Tartaglia.

L'artista spiega cosi' la sua visione dell'universo: "Nel percorso vitale proteso verso l'universo, ciascuno di noi ha un ruolo specifico e predeterminato. La vis individuale si manifesta in svariate forme, quasi sempre condizionate; talvolta acquisisce autocoscienza e ci si accorge di essere una manifestazione di energia, l'illusione di un attimo nella dimensione spazio-temporale dell'infinito. L'energia dell'universo, che si evidenzia nell'evoluzione e nella mutazione continua dei suoi elementi, e' la vita dell'infinito, assimilabile a quella umana. La vita da sola non ha alcun significato- ma e' un'occasione per crearli. La creatività si puo' esprimere senza il potere, la paura, il possesso ed il giudizio. La sublimazione dell'energia e della creatività umana, l'idealizzazione del pensiero e la trasposizione figurativa dei sogni, la rappresentazione dell'estetica, delle forme, dei colori e delle emozioni danno luogo alla genesi spontanea dell'arte. E nell'intima ricerca di una fusione con l'universale, per chi riesce a creare e a dare un significato alla vita, l'arte resta l'unica magica risposta al nostro anelito di infinito."

Un linguaggio che, per il critico Pino Tartaglia, "si avvicina molto alla musica in una sorta di sinestesia, quasi che lei dipingesse accompagnata da sottofondo sonoro fatto di note dolci e delicate che contribuiscono all'armonia della sua espressione pittorica. Sembra che l'essenza del messaggio sia un "andare oltre.". Contrasto tra l'aspetto estetico ed estatico. La corporeità dei dipinti e' interamente surrogata dalle interazioni di linee energetiche che trascendono la forma e diventano espressione della vita che pulsa nel macrocosmo. Quindi una ricerca dell'infinito e il significato di "essere". Il contrasto tra la gioia del legame dell'infinito e l'anelito del'energia eterna che la porta ad andare "oltre", oltre i confini, oltre i condizionamenti, oltre i limiti dell'esistenza, e della cultura: un tema che ripropone l'antica antitesi tra natura e cultura: quindi, ricerca dell'infinito e oscillazione tra spirito e materia.. Attraverso la sua pittura si rivela il tentativo estremo di superare lo spazio, la materia e il tempo per scoprire una sorta di missione archetipica affidata ad ogni essere umano e che solo l'arte ha la capacità di poterlo esprimere." (20/11/2009-ITL/ITNET)

Vernissage Demet Kiziltas - Ambasciata della Turchia-Roma - comunicato stampa del 2009-11-20

Nel segno della Pace e della Nonviolenza

Il 2 ottobre scorso a Gricignano il gruppo di giovani dell’associazione CamUrrà ha manifestato in piazza Municipio per dire No alla violenza, in special modo quella barbara e spietata che devasta le nostre terre e per commemorare la nascita di Gandhi. Una giornata di riflessione sui valori della pace e della libertà, così l’hanno definita i giovani del sodalizio. Tra i vari interventi quello di Pino Tartaglia, noto psicologo-psicoterapeuta che opera nel nostro territorio, il quale si è soffermato sugli aspetti psicologici della violenza e quello di Stefano Manfredo, rappresentante del Movimento Umanista Campano, che ha tenuto a ribadire l’importanza della storia come maestra di vita, in particolare di tutte “le storie” che non ci sono state e non ci verranno mai raccontate, come quelle delle “guerre evitate”, non fatte. Molto sentita e partecipata è stata la riflessione su una citazione che Tartaglia ha fatto di Freud, che agli inizi della seconda guerra mondiale ebbe a dire: “In Europa c’è qualcuno che confonde il potere con la potenza” (il riferimento al nazionalsocialismo tedesco è chiaro). “Il potere - ha ribadito Tartaglia nel suo intervento - ha a che vedere con l’autoritarismo, la potenza con l’autorevolezza”. Ancora: “il potere ha a che vedere con l’Avere, la potenza con l’essere”. Particolare risalto è stato dato da Tartaglia nel suo intervento ad alcuni aspetti dell’essere e dell’avere che E. Fromm affronta nella sua pubblicazione più famosa, “Avere o essere?” appunto. "E. Fromm ci suggerisce una immagine – ha tenuto a ribadire Tartaglia - che chiarisce questo concetto: ammirare la bellezza di un fiore e annusarne il profumo ci da una emozione che ci resta dentro, fa parte dell’essere. Strappare quel fiore per portarlo con sé è “avere”, è impossessamento, è intolleranza alla vita e, avere non è mai abbastanza perché tende a coprire un vuoto interiore incolmabile. Chi vive per l’avere cerca il potere ma non sarà mai potente. La potenza , l’essere, la troviamo nell’insegnamento e nella storia di Gandhi". Il messaggio che Pino Tartaglia dà nella conclusione è inequivocabile: “Dobbiamo imparare a riconoscere la violenza che è dentro di noi, nel quotidiano, nelle nostre relazioni e nel potere che in esse tendiamo ad esercitare. Occorre rispettarsi e rispettare profondamente l’altro da sé, rispettare la natura, rispettare i bambini, rispettare gli anziani, rispettare l’avversario, significa amore per la vita.”

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da sè, si situa sul confine tra Narciso ed Alterità...

La capacità di riconoscere se stessi ed altro da se si situa sul confine tra narciso ed alterità... Il confine tra narciso e alterità è lo s...