venerdì 8 dicembre 2017

La dialettica dell'amore nella coppia


In amore il "tenersi stretti" per non perdersi fa oscillare il rapporto di coppia come un pendolo, tra il bisogno dell'altro ed il bisogno di libertà (essere con se stessi). I buoni rapporti cercano la giusta distanza tra il proprio confine e quello dell'altro (confine psico-corporeo e sociale). Più si accorciano le distanze più si litiga per ripristinare il proprio confine ( la legge dell'equilibrio energetico dei sistemi viventi e dell'attualizzazione degli opposti). Occorre coltivare il desiderio dell'altro: rispettarlo e riconoscerne l'esistenza, altrimenti l'amore evaporerà per consunzione con sentimenti di rabbia e confusione. 

IL processo evolutivo dei sentimenti e della ragione. Ragione non è razionalità...


La psicoterapia è l'arte e la scienza, del sentimento, della ragione (non razionalità), delle emozioni e della capacità di creare un asse adulto e maturo tra ragione e sentimento. Aiuta, quindi, ad acquisire consapevolezza ed integrazione in chi ha difficoltà a vivere in maniera più integrata ed evoluta nelle varie fasi e cicli dell'esistenza ed a gestire e conoscere i propri conflitti interiori. Separazione ed incontro sono elementi essenziali di una persona mediamente sana. Il nevrotico non vive d'amore ma di attaccamenti, s'incolla impossessandosi dell'altro temendo l'abbandono e la solitudine. Imparare a separarsi come esperienza da adulto è apprendere a riconoscere se stesso, la propria individualità. La prima grande separazione-trauma è il parto, poi lo svezzamento, poi arriva la deambulazione verso un continuo processo di evoluzione , di autonomia e "indipendenza emozionale" che porta a diventare adulti autonomi. Per essere adulti non basta esserlo economicamente con un lavoro, ma soprattutto esserlo psicologicamente nella propria vita interiore , relazionale ed affettiva.. Separarsi è un processo che dura tutto l'arco della vita! Approda a nuove terre solo che impara a lasciar andare il passato e essere tutto intero nel presente della vita per vivere ed amare realmente e smettere di continuare ad essere una fotocopia sbiadita di se stesso adolescenziale. 

Il calore umano

Il calore umano bisogna consentirselo! altrimenti lo pretendiamo dagli altri: questo è il confine della solitudine.........
“Calore umano”, non è solo un’espressione metaforica.
Stare da soli gela l’anima e il corpo. Una ricerca condotta in Canada lo conferma: la solitudine amplifica la sensazione di freddo. Stare con gli altri non è solo un piacere o " stare in compagnia". Si tratta di un vero e proprio bisogno psicosomatico. Il digiuno emozionale crea un danno psico-biologico e apre le porte ad abitudini compensatorie come il cibo in eccesso, l’alcool, il fumo, la sedentarietà e la TV. 

domenica 3 dicembre 2017

Libertà non è "essere il peggio di se stessi"....


Libertà, responsabilità,dignità e rispetto: non esiste libertà senza responsabilità
La libertà che si esercita a danno di altri non è responsabilità! La libertà intesa come fuga da se stessi non è libertà. La libertà presa alla chetichella è infantile. La libertà non strutturata è emarginazione. Chi è contro tutti o tutto non è libero, è schiavo di se stesso. Chi ruba la libertà non è libero, la libertà fa parte "dell'essere", non si può avere o comprare. La tragressione fine a se stessa non è libertà. Libertà senza amore e senza vincoli affettivi è "disadattamento". Spesso l'incapacità ad assumersi impegni sociali, lavorativi, affettivi e relazionali viene camuffata e spacciata per libertà! Scegliere di far parte di un gruppo è libertà, ma è altrettanto libertà essere responsabili dei propri comportamenti : sentirsi liberi non equivale ad ignorare le aspettative affettive, relazionali, energetiche e di legame che si creano in un gruppo. Disconoscere l'energia che si prende a prestito dal gruppo è "perverso" è un furto operato a danno di se stessi, e quì entriamo nel campo del rispetto. Chi non rispetta altri non rispetta se stesso. Essere puntuali agli appuntamenti ed agli impegni assunti è rispetto: chi non ha la sensibilità nei confronti di chi rispetta le regole non è un uomo libero. Chi ruba il lavoro altrui non sarà mai un uomo libero: tutto questo si chiama "Dignità". 

sabato 2 dicembre 2017

Provare emozioni è segno di debolezza?...


Una sciagurata e deviata visione delle emozioni come qualcosa di nefasto, come un segno di immaturità, di instabilità di squilibrio o labilità mentale da controbbattere a colpi di farmaci ed "attività normalizzatrici", ha devastato la nostra cultura educativa e sociale da secoli. Ancora oggi retaggi nefasti di questa cultura si incuneano subdolamente ancora in certi pregiudizi, modi di fare e di pensare, anche in psicologia. Una perversa cultura "vittoriana" ci ha portato addirittura a vergognarci delle emozioni, della sincerità, e delle espressioni spontanee vive, a vergognarsi del rossore sulle guance come segno di sensibilità e privilegiare tutto ciò che è controllato, finto, conveniente, addomesticato e modaiolo. 

venerdì 1 dicembre 2017

Il mio pensiero sull'intelligenza delle emozioni.


Preferisco personalmente il termine "intelligenza emozionale" a quella di Goleman "intelligenza emotiva". La differenza che faccio è sostanziale: con lintelligenza emotiva ci poniamo il problema di come gestire le emozioni con "intelligenza emozionale" estendo la dimensione dell'intelligenza al mare della vita. La vita bio-psico-spirituale poggia su un mare oceanico di emozioni che colorano e danno senso all'esistenza stessa; occorre imparare a saperci nuotare dentro. Il mare, si sa, non è gestibile, impariamo quindi, a esserci. In conclusione la questione primaria a mio avviso non è solo gestire le emozioni ma imparare a vivere con emozione la vita stessa. Ne parlerò diffusamente nel mio libro. 

giovedì 30 novembre 2017

Fare lo psicoterapeuta è il "fare dell'anima"...

Essere o sentirsi terapeuta "fa parte dell'ego"...."io presumo di essere"....io m'identifico..."io sono".
Nella specificità del nostro lavoro conta moltissimo quella che viene definita l'equazione personale, cioè la nostra struttura e storia di personalità che incontra quella dell'altro nel transfert. Per questo ritengo essenziale una lunga formazione ( anche corporea) sul riconoscimento di quanto si proietta di personale sul paziente che non gli appartiene. Non possiamo essere eccessivamente distaccati ma nemmeno troppo coinvolgenti. Occorre un equilibrio straordinario tra il sentire, il capire ed il comunicare: una vera e propria arte del vivere e dell'incontro. Il bravo terapeuta assomma, inoltre, dati propri di creatività di capacità intuitiva ed oserei aggiungere anche capacità artistiche che creano un mix di genialità nei grandi maestri con cui ho avuto la fortuna di conoscere e di formarmi. Infine l'esperienza di vita: un terapeuta coltivato in laboratorio è di fiato corto non può avere il guizzo , il talento che questo lavoro fatto a livelli ottimali può avere. Occorre pertanto una buona e lunga formazione fatta con guide di spessore umano e professionale nonché esperienze qualitative esistenziali. Il buon terapeuta è un viaggiatore dell'anima ed ama con curiosità la vita, il lavoro, l'amore e la conoscenza. Diceva il mio maestro Aldo Carotenuto : "la nostra professione è più vicina all'arte che alla scienza". 

mercoledì 29 novembre 2017

Innamorarsi ad occhi aperti


Spesso propongo ai miei Gruppi di Psicosomatica un tema provocatorio. Il tema di uno degli ultimi incontri è stato: "trovate dentro di voi la canzone e/o un ritornello che vi cantate dentro da una vita". Il presupposto è che spesso si cambia il partner ma non il modello mentale e fisico che ci portiamo dentro. Ripetiamo gli stessi comportamenti, la stessa ritualità, la stessa gestualità e gli stessi errori ( che non sono errori ma ridondanze) come se amassimo sempre la stessa donna, o lo stesso uomo, pur cambiandoli spesso. La struttura caratteriale, la corazza che una persona si è costruita addosso per un lungo arco di tempo nella propria vita emozionale ed affettiva, filtra la vera essenza dell'essere se stessi, la personalità più autentica e sana. Per cui difficilmente amiamo ed incontriamo la persona reale ma solo un surrogato idealizzato del nostro modello mentale. I rapporti spesso finiscono male proprio perchè l'altro diventa una nostra "invenzione proiettiva". Trasformare l'altro/a in un qualcosa che vogliamo far assomigliare non solo a noi, ma all'immagine mentale che ci portiamo dentro prima o poi sfocia nella noia, perchè l'altro vero lo perdiamo progressivamente. Ognuno si canta il proprio ritornello sempre uguale e poi si va in giro a lamentarsi che la donna giusta o l'uomo giusto è difficile da trovare. Ma se in amore incontri e proietti sempre la obsoleta immagine di te stesso, l'altro /a non avrà mai posto, nè riconoscimento nella tua vita affettiva e sentimentale ed il sesso non potrà che svolgere un ruolo di copertura al vuoto incolmabile. Il sesso ha bisogno di amore di incontro reale col partner, altrimenti parliamo di altro! abbiamo introdotto così nel gruppo l'idea di innamorarsi in modo nuovo, più adulto per incontrare la persona reale, non le nostre illusioni: "innamorarsi ad occhi aperti!" dunque.

giovedì 23 novembre 2017

Sognare un melagrano in dono a seguito del lavoro sul sogno svolto nel Gruppo Psicosomatica di Palazzo Parente- Aversa.


Il frutto del melograno è simbolo di fecondità simboleggiata da numerosi semi rossi e succosi che racchiude. La forma rimanda a quella del seno femminile. Inoltre, rammenta anche la seduzione, come nella fiaba delle tre melagrane e anche perchè Persefone fu sedotta per mezzo del seme di melograno e divenne regina degli inferi. La sognatrice in gruppo aveva affrontato il tema della paura del suo potere seduttivo di donna rispetto alle figure maschili; sul piano psicosomatico il suo corpo si presenta come una scorza dura difficile da attraversare, ma all'interno , invece, una stupenda sensibilità rigogliosa e fertile nascosta, proprio come i semi del melograno all'interno di questa corazza di superficie. A seguito dell'incontro di ieri sera la sognatrice ha prodotto in nottata un sogno in cui le veniva portato in dono una busta con dentro un melograno da una signora sua cliente e scopre sincronicamente un dono ricevuto anche dal conduttore del gruppo dalla sua compagna. Ed in questo scambio reciproco affiorano sentimenti di identità femminile interiore riconosciuta, gratitudine, meraviglia e nuova fiducia in se stessa. Come regalo stamattina, la sognatrice mi spedisce il suo sogno via mail. Ritengo che lavorare sui sogni, sulle profondità del nostro essere sia la via maestra , come diceva Freud, all'inconscio, ed aggiungo, alla consapevolezza del proprio processo d'individuazione, di crescita personale scoprendo in se le proprie risorse ed il progetto originario (non culturale) che il seme della vita ci ha destinato e scritto nel nostro patrimonio genetico. 

domenica 19 novembre 2017

Svegliamo la sensibilità corporea-energetica.


Luoghi, persone e ambienti hanno ciascuno, di base, un vero e proprio "campo d'energia". Le interazioni tra campi energetici decide della qualità di una relazione sia in rapporto con gli individui che con l'ambiente. Quante volte vi sarà capitato di contattare persone che giudichiamo positivamente con la mente mentre nell'intimo sentiamo un senso di "sgradevolezza" impercettibile che sottilmente ci attraversa? Oppure ci troviamo in luoghi esteticamente ineccepibili ma che dentro sentiamo una strana sensazione, un qualcosa che assomiglia molto a "non mi piace" stare qui. Qualcuno, magari, vi dice di aver visto un film davvero bello, ne fa una recensione asettica, molto analitica e intellettuale ma si vede a volo che quel film non lo ha preso dentro. Ci sono luoghi che alcuni gruppi prediligono per stordirsi, per non sentire la propria disperazione e solitudine interiore, si cerca di far gregge; ma basta esserci per poco in maniera disincantata e con respiro calmo per accorgersi che vi è il vuoto, il nulla: una sensazione energetica di dissipazione. Occorre, dunque, imparare ad uscire in tempo dalla tossicità, separarsi da ciò che dentro sentiamo tossico in termini di aria, energia e relazione. Cerchiamo luoghi ed emozioni sane, contatto umano e soprattutto "joie de vivre". La domanda da farsi spesso è: "questo posto come mi fa sentire", queste persone svegliano in me "condivisione", "piacere" e voglia di giocare? Soprattutto quando tornate a casa chiedetevi: "cosa mi son portato di bello, che mi fa sentire pieno d'energia, a casa questa sera"? 

mercoledì 15 novembre 2017

Le funzioni del "collo" e della "cervicale" nell'equilibrio emozionale, affettivo e relazionale


Reggere il peso della "responsabilità affettiva" dell'altro nelle relazioni è il tema del lavoro corporeo che approfondiremo nel gruppo psicosomatica : la nostra capacità di essere nel corpo con l'altro e di affidarci ad esso. Il collo da un punto di vista psicosomatico è la sede del narcisismo e dell'umiltà di una persona. Collo teso è rigido che blocca le braccia e le mani rende incapaci ad abbracciare e ad accogliere gli affetti e l'amore. L'uomo tutto d'un pezzo ( in senso letterale) non è in grado di affidarsi nè di sostenere; la donna crocerossina tutta dedita all'altro non è in grado di rilassarsi ed affidarsi all'altro perchè le mani rigide e le spalle, contratti da una cervicale che deve reggere il peso dell'aiuto che si da, non consente di farsi prendere e di abbandonarsi ad un abbraccio e ad un respiro profondo. Il collo del "self-made- man" di chi vuole farcela sempre da solo e "non deve chiedere mai", che non riesce a muovere la testa in senso circolare , in avanti ed all'indietro e metterla nelle mani di un partner, è un collo che manca di umiltà chiede un amore che a suo dire altri non meritano (pensate a quelle persone che dicono di non aver bisogno di psicologi perchè si conoscono e fanno tutto da soli). Il collo timoroso ansioso delle persone che non si lasciano andare perchè hanno paura di pesare sull'altro sulla sua esistenza, quanti ce ne sono in giro! Il collo piegato a mento basso con le spalle indurite dal peso dell'esistenza con componente depressiva che accetta tutto, remissivo e sempre pronto ad "apparare" tutto e tutti per quieto vivere. La protervia del collo di chi è sempre in guerra con altri e con se stesso sfidando il mondo, totalmente incapace all'amore ed a vivere. Il collo di chi guarda il mondo e gli altri dall'alto in basso. Il lavoro corporeo su collo e cervicale svolto a coppie, in una atmosfera ludica e piacevole, ha portato alla luce la connessione tra carattere, espressione corporea, emozionale e la capacità d'amare

domenica 29 ottobre 2017

L'abbraccio esprime la nostra capacità d'amare

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L'abbraccio esprime nel qui ed ora un'emozione viva, immediata: come tale apre la respirazione profonda diaframmatica, perchè cuore e diaframma si nutrono bene di emozioni vive e sane. L'abbraccio non sentito, o impaurito, si nota subito dall'immobilità di pancia e torace. Chi si sforza non sa abbandonarsi e ricevere con fiducia; chi non ha fiducia respira poco e ama poco. Nell'abbraccio asfittico , senza respiro, c'è paura d'amare , diffidenza di base, e distanza dal coinvolgimento affettivo. Chi non respira profondo ha le spalle e le braccia indurite incapaci ad avvolgere il corpo dell'altro ed il torace stretto, angusto, e come tale non sa e non riesce ad abbracciare. Conclusioni: "fammi vedere come abbracci e ti dirò quanto sai amare."

lunedì 23 ottobre 2017

Psicoterapia tra arte e scienza.


Stamani pensando alla dimensione inconmensurabile del sogno pensavo alle parole del mio maestro Aldo Carotenuto..."il nostro lavoro di terapeuti, diceva, è molto piu vicino al mondo dell'arte che a quello della scienza". Mi viene da pensare che il compito di un buon terapeuta, la sua missione, è quello di sostare e spostarsi dinamicamente sul punto di confine (punto d'unione direbbe Castaneda) d'incontro, tra arte escienza. Nel mio modus operandi ho adottato il modello Jazz. 

mercoledì 11 ottobre 2017

La solita lamentela in circolazione anche su FB


Gli uomini son tutti uguali,ci sono ancora uomini seri?, ti usano e poi ti lasciano, tante promesse, moine solo per portarti a letto. Mi ha lasciato, sto male ma non posso fare a meno di lui. Questo è un ritornello ben noto ormai che molte cantano ancora. La colpa naturalmente è sempre altrui e succede "stranamente" che poi il copione si ripete uguale alla prossima storia d'amore o di amicizia con lo stesso corteo di accuse, colpe e lamentele senza un minimo di consapevolezza. Alla fine : "è lui che è fatto così". "Consapevolezza" è aprirsi alla possibilità di vedere le cose in modo nuovo: "non è nel rapporto esterno il problema ma in quello interno a noi stessi." Quindi il vero conflitto non è con l'altro ma con noi stessi. Se si smette di proiettare sugli altri colpe e l'origine di ogni problema emerge un fatto interessante: ripetere lo stesso copione esistenziale nasconde la difficoltà a riconoscere i propri conflitti interni. "In realtà c'è una parte dentro te che ti ostini a non riconoscere e darle vita." Pertanto, inconsciamente, si cerca la persona che attiva dentro quella parte negata e la si fa (ri)vivere forzatamente con tutte le conseguenze, gli equivoci ed i conflitti che ne derivano. Dunque la persona con cui iniziamo una relazione non è mai sbagliata: è la sintesi perfetta dello stato della nostra personalità. L'altro è complice, collude esattamente con i nostri giochi interiori. Ecco che una persona dipendente infantile diventa pronta ad accusare l'altro di non lasciarle spazio, spazio che lei non sa o non vuole prendersi. Trovi la persona che ti tratta male perchè finalmente tiri fuori l'aggressività che non ti concedi mai, ma lo fai in modo distorto e ricattatorio. Cerchi sempre lo stesso tipo d'uomo, che magari ti tiranneggia, per mantenere vivo il tuo problema.Se ti abbandonano implori il loro ritorno perchè non puoi fare a meno di vivere e quel conflitto interno ti mantiene in vita, l'altro non c'entra.....quasi mai! 

venerdì 6 ottobre 2017

L'eros.....questo sconosciuto continuamente mistificato.



Nel mito l'eros è un fuoco un'energia invisibilmente misteriosa ma dagli effetti potentissimi fatta di sostanza cosmica (per Reich "energia orgonica cosmica"). È qualcosa che ci porta fuori da tutti gli schemi: mentali, culturali, famigliari, sociali, ideologici. L'eros va a braccetto col coraggio e con l'essenza della vita.
E' sentire vero, emozionale profondo, al di là di ogni comprensione mentale o deriva mistico-intellettuale. Ogni tentativo di pianificarlo o addomesticarlo lo fa fuggire. Occorre fare i conti con questa energia vitale che si esprime attraverso i canali nobili dell'esistenza: amore, arte, passione, bellezza, musica, poesia. L'eros non va capito, addomesticato o banalizzato è una luce divina che accende l’anima. Nel mito di Eros e Psiche eros fugge e si dilegua nel momento in cui Psiche vuole conoscerlo guardandolo con una candela accesa. Eros arriva nella nostra esistenza per risvegliare il divino dentro noi, l'immagine che ci caratterizza nel nostro vero percorso evolutivo, la vera sostanza di cui siamo fatti, il progetto individuale personale che è tipico per la nostra evoluzione: il destino unico vero da realizzare. Il grande potere dell'eros è quello di "accendere " l'energia vitale. L'eros fa piazza pulita di progetti mentali e futuri ipotizzati, di scorie del passato, (si nutre solo di vivo presente), del pensiero mentale che sterilizza l'energia in compartimenti stagni, di progetti e regole rigide, ideali e doveri ammuffiti ed infine del sesso meccanizzato senza amore. L'eros ha a che vedere con la "joie de vivre". 

giovedì 28 settembre 2017

L'amore adulto...


L'amore adulto è fatto di scelte: non ha senso dire sto con tizio perché mi è capitato o perché io non volevo ma mi ha forzato ed ho ceduto! Tutti noi potenzialmente siamo sottoposti, costantemente, alla legge dell'attrazione e dell'eros ed in teoria potremmo entrare in rapporti amorosi con chiunque, in un particolare momento di fragilità della vita, che ci possa apparire a prima vista come l'occasione buona da non perdere. Ma questo non è garanzia di per sé di una buona relazione, nè di destino, Karma , spontaneità o incontri dell'anima. Il nostro inconscio spesso utilizza l'innamoramento o l'incontro con un'altra storia per la grande "paura" di stare "finalmente una buona volta da soli" e "con se stessi", per conoscersi, evolversi e smetterla di saltare da una storia sentimentale ad un'altra, saltellando di palo in frasca. Cambiare spesso equivale a non cambiare nulla dentro se stessi e non fa esperienza, ma minestra riscaldata. Imparare ad amare è imparare primo a stare bene con se stessi per poi saper donare amore all'altro. Altrimenti ognuno porta nel nuovo rapporto tutte le peggiori scorie antiche di cui è intasata la propria interiorità. 

venerdì 22 settembre 2017

Lettera ad un'amica in paturnie d'amore alla fine di un sogno impossibile.......


Cara amica, accetta di star male, quando siamo affamati siamo pronti a rimpinzarci di tutto pur di riempirci.. e lo chiamiamo amore! Il vuoto che adesso porti dentro è solo tuo; certo, hai tentato di riempirlo con questo innamoramento ormai al declino. Prendi forza dal dolore e dalla solitudine, metti mano alla tua vita, accogli ciò che questa esperienza ti ha fatto capire, sentire , intuire, è la cosa più nobile che puoi fare per te! Quando si rischia in amore paga di più il soggetto più esposto, non chi è abituato ad utilizzare l'innamoramento dell'altro per gonfiare il proprio Ego. Quando sarai più piena di te stessa, ti riprenderai le cose belle che ti appartengono, potrai incontrare rapporti più equilibrati non così marcatamente asimmetrici. Questa situazione ti ha creato una forte dipendenza, hai bisogno di lui.... ma lui non c'è mai stato; lo hai letteralmente costruito tu sulle tue belle e profonde aspirazioni inconsce per vivere, per uscire dalla gabbia dorata in cui hai sempre vissuto. Coraggio e vai per la tua strada e se la segui troverai tanti bei compagni di viaggio che condivideranno con te la tua nuova via il tuo vero percorso esistenziale La conoscenza nasce dal vivere insieme vere e sane esperienze, non con qualcuno che collochiamo in alto per farci riempire di cose che alla fine ci svuotano senza lasciare tracce d'amore! L'amore ci fa dire sempre grazie e ci riempie il cuore anche quando finisce!! Un abbraccio e buona fortuna. 

martedì 12 settembre 2017

Gli appestati...veri e propri vampiri energetici...


L'appestato oggi ha sfumature più articolate ma comunque riconoscibile nella sua banalità. L'appestato aderisce ad una idea fissa che diventa l'illuminazione unica della sua vita e quella idea diventa pensiero unico a tinte spesso paranoiche. Il suo campo preferito di scontro è il sociale, alcuni ne vivono come impegno di ruolo. L'appestato colloca ogni interlocutore in poche caselle mentali, sempre uguali, immobili, da diventare compartimenti stagni. L'appestato ascolta nessuno ma come avverte minimamente che la tua opinione non è esattamente incasellata come la sua ti sciorina immancabilmente il menu a tendina in cui ti identifica come nemico da cui difendersi disperatamente, ti aggredisce subito collocandoti, nel menu, tra identificazioni sue paranoiche; le più gettonate sono: razzista, omofobo, anti animalista, fascista, comunista. L'appestato può diventare in politica sia di destra che di sinistra. L'appestato di destra si racconta come il custode della morale, delle tradizioni e dei valori tradizionali: odia le sfumature vede tutto in bianco e nero, anzi, se mi consentite spesso anche rosso-nero. L'appestato di sinistra, invece, si racconta come aperto, solidale, accogliente e talmente ricco di troppe sfumature da perdere continuamente la sintesi ed il senso di realtà. In ogni caso l'appestato vive di un pensiero molto ristretto, che è l'espressione di un bisogno interiore disperato, un buco depressivo di una intera vita in cui convogliare :
una rabbia inveterata di anni;
frustrazioni affettive e sentimentali;
la rassegnazione a non sentirsi amati;
un sentimento di impotenza e rivalsa verso ex patner da cui sono stati mollati.
Vive di risposte simmetriche: se dici A ti risponde subito B senza nemmeno guardarti negli occhi;
quando si traveste da "buonista" diventa intoccabile e tu diventi il cattivo persecutore;
in genere convoglia tutta l'energia sessuale verso le zone superiori del corpo, la testa, favorendo il fanatismo, l'idealizzazione, l'intellettualismo sterile .
Attenzione, di appestati in giro, spesso ben camuffati e sorridenti, ce ne sono tantissimi, non fatevi trascinare nella polemica aggressiva che mettono in atto per coinvolgervi come loro nemico: vivono di questo, hanno bisogno di riversare su un soggetto esterno il loro nemico inestinguibile: sono vampiri energetici. 

lunedì 11 settembre 2017

Solitudine e libertà…..(un tema del mio libro)


Solitudine non è star da soli, né sentirsi soli, né allontanarsi dalla realtà. La solitudine va a braccetto con la libertà. E’ capacità reale di separarsi da ciò che sembra identificare le nostre vite . Noi non siamo la nostra famiglia, i nostri figli, gli affetti in cui ci identifichiamo: tutto ciò che c’identifica al di fuori di noi stessi non è solitudine, né libertà. Solitudine è disidentificazione per riconoscere chi realmente siamo. Solitudine è spegnere il proprio dialogo interiore , quel parlarsi coatto dentro di sé ed all'esterno, quel chiacchiericcio rumore di fondo che impedisce l’ascolto assoluto, nonché la vera e profonda percezione di se stessi. La solitudine è silenzio, la solitudine non ha parole ma ha una ricchezza di linguaggio e sentimento senza fine. La solitudine non è “aver pensieri interni” , ma una dimensione atemporale che fa emergere la nostra “essenza”, è un’armonia sonora , ha un suono che è il suono del creato, ha un ritmo che è il ritmo pulsante del cuore dell’universo, è comunicazione essenziale. 

venerdì 11 agosto 2017

Cosa è consapevolezza?


Consapevolezza non è una mera presa d'atto, mentale di uno stato interno psico-emozionale o di una situazione di fatto. La consapevolezza mentale non è vera consapevolezza, è solo presa d'atto (un atto burocratico). Quindi non dite mai "sono consapevole" su queste basi". Consapevolezza è un campo d'energia integrato: me stesso, le mie emozioni profonde sconosciute, la mia interazione con l'altro da me, la mia storia, il campo energetico familiare, sociale ed intellettivo, è essere qui e ora nel presente: occhi, mente , cuore e respiro profondo; l'allineamento in asse di queste funzioni ti fa presente a te stesso ed al mondo.

mercoledì 9 agosto 2017

Perché l'ansia è l'interfaccia dei tuoi desideri...


L'ansia è l'interfaccia dei tuoi desideri, è l'energia di un fiume che invece di scorrere tranquillo o impetuoso nel suo letto e nella sua direzione ha la pretesa di scorrere in senso inverso. Immaginate cosa succederebbe ad un tal fiume? Lasciati dunque prendere dall'energia della vita, lasciati prendere e affidati al tuo corso naturale anziché remarti contro e vedrai che l'ansia diventerà piacere, gioia di vivere e orgasmi di una sana sessualità d'amore. L'attacco di panico sconquassante e dirompente è l'equivalente di un orgasmo (sostitutivo) che non riesci a darti nel verso naturale della tua vita amorosa, lavorativa ed esistenziale. 

domenica 30 luglio 2017

L'amore saggio supera limiti e confini, va oltre nel tempo, non è per tutti ...

Riprendiamoci l'amore semplice, quello che ci rende migliori. L'amore saggio , invece, va oltre nel tempo.
E' l'dea del "per sempre" , dell'amore eterno e dell'amore idealizzato la fonte di molte confusioni. La magia dell'amore è una straordinaria esperienza che presuppone il mistero ed il fascino dell'incontro , un vissuto di completezza e totalità che fa evolvere il nostro mondo interiore . Attaccarsi all'altro "per sempre" non è il fine dell'amore ma la fine dell'amore.
L'amore implica, dunque, un gioco di proiezioni reciproche, come tale ognuno inventa l'altro: è semplicemente te che hai investito le tue emozioni-proiezioni-bisogni sull'altro. Se vuoi conoscere l'amore conosci te stesso ed il tuo "lato ombra", così accetti quello che ti può dare senza recriminazioni nè giudizi ed accogli il dolore della separazione quando la sua carica sarà esaurita annunciando che il gioco è finito. L'amore maturo, saggio che va oltre nel tempo presuppone invece uno spessore di personalità , un'esperienza interiore di donazione reciproca e di libertà che si amplifica in una dimensione senza tempo. L'amore saggio non è per tutti.

lunedì 24 luglio 2017

Sfatiamo beceri luoghi comuni e mitizzazioni sulla figura dello psicoterapeuta.


Lo psicoterapeuta non è un “tipo tranquillo”, non è freddo e distaccato, non è controllato, non è accomodante, non deve sempre essere tranquillizzante e sorridente, nemmeno troppo rassicurante. Soprattutto, non può essere perfetto né eccessivamente disponibile, ma è semplicemente solo se stesso. E’ curioso, aperto all'esperienza del nuovo, è un buon viaggiatore ed un ottimo compagno di viaggio, vive di esperienze non di letture e seminari, non si coltiva in laboratorio ma ama e si mette in gioco da buon giocatore; accetta e coltiva le “giuste distanze” nei rapporti affettivi sociali e famigliari ; non ha la pretesa di governare le emozioni dall'alto ma si cala vivendole e poi sapendone separarsi, proprio come nel mito di Ulisse. Non è seduttivo, non assolve, sa ascoltare con tutto il corpo ed è pronto a separarsi dal suo paziente per mandarlo via, appena pronto, senza favorire dipendenze, né aspettative di reincontro: fa in modo che egli vada da solo verso il suo cammino esistenziale. Non ama le terapie lunghe perché sa che c'è un tempo "critico" per il cambiamento (come nell'imprinting) oltre il quale si va nell'abitudine e nella dipendenza dalla terapia stessa.
Un buon psicoterapeuta non cerca la tranquillità, il suo obiettivo non è distaccarsi dalla vita e dalle scosse dure dell’esistenza. Lo psicoterapeuta deve essere costantemente “pronto ai mutamenti” come direbbe Goethe. Una “sana inquietudine” è il sale della vita ed il bravo terapeuta lo sa bene: diventa necessario, pertanto, che sia costantemente in contatto con le proprie emozioni , sentimenti ed il loro mutare, evitando di accomodarsi su certezze ed illusioni.

martedì 18 luglio 2017

Rimoduliamo progetti di vita ammuffiti...


A te che ti ritrovi delusa e amareggiata dalla fine del matrimonio in cui avevi tanto creduto, a te che ti hanno detto che si ama una sola volta nella vita, a te tiranneggiata e tradita da chi davi per scontato il loro amore, sappi che sei reduce, sopravvissuta, da un progetto di vita non tuo, che indossi ancora un abito fatto a misura per te dalla cultura genitoriale che ti sta stretto e scomodo. Rimodula il tuo progetto esistenziale, scopri la tua compagna-dea interiore che conosce la tua vera strada, il tuo destino, che ti ostini a non riconoscere ed assumi il coraggio del cambiamento. Dall'altro lato troverai te stessa, la libertà ed un amore incondizionato per te , solo per te. 

giovedì 6 luglio 2017

Parliamo dei cosiddetti "valori" a cui molti si attaccano come feticci.......


I valori che sorreggono le nostre esistenze non sono di per sè giusti o sbagliati, ma hanno il potere di condizionare l’armonia , la salute ed il benessere delle nostre relazioni affettive. I valori buoni e vitali mettono in armonia le le leggi naturali della vita e quelle culturali sociali. Abbiamo, in apparenza, ampia facoltà di scelta , altre volte subiamo valori che ci sono stati propinati nell'educazione e negli usi della nostra cultura o ceto di provenienza. Parlando della "fedeltà" come valore si fa riferimento spesso ad una sorta di patto condiviso in coppia come se fosse un contratto giuridico. Anche i termini con cui si esprimono diventano simil giuridici....violazione....venir meno..inadempienza...sanzioni . Intanto però all'interno di un relazione vissuta come tradimento viaggiano sintomi pericolosi: ansia, rabbia, depressione, confusioni e crisi di valori. Chiariamo intanto che i rapporti affettivi, d'amore, amicali, sentimentali non possono essere regolati da norme razionali, da patti più o meno espliciti , buone intenzioni o da valori rigidamente interpretati. Se in un rapporto d’amore non coltivo quotidianamente “l’essere attenti all'altro” inteso come “attenzione amorosa” non vigilanza paranoica; se non innaffi la pianta vitale quotidianamente avendone cura erotica è inevitabile che la relazione debba deteriorarsi. Il tradimento arriva come ricerca di linfa vitale per non morire. La richiesta nascosta della fedeltà a prescindere, ad vitam, è negazione dell’amore e della propria responsabilità, di esserci davvero in una relazione. Una pianta non curata amorevolmente prima o poi sarà destinata a inaridirsi e sfiorire. 

martedì 27 giugno 2017

Lo Psicologo -Psicoterapeuta, questo emerito sconosciuto

Lo psicologo-psicoterapeuta non è un “tipo tranquillo”, non è freddo e distaccato, non è controllato, non è accomodante, non deve sempre essere tranquillizzante e sorridente, nemmeno troppo rassicurante. Soprattutto, non è perfetto, ma è semplicemente sé stesso. È curioso, aperto all'esperienza del nuovo, è un buon viaggiatore ed un ottimo compagno di viaggio, vive di esperienze non di letture e seminari, non si coltiva in laboratorio ma ama e si mette in gioco da buon giocatore; accetta e coltiva le “giuste distanze” nei rapporti affettivi sociali e famigliari; non ha la pretesa di governare le emozioni dall'alto ma si cala vivendole e poi sapendo separarsene, proprio come nel mito di Ulisse. Non è seduttivo, non assolve, sa ascoltare con tutto il corpo ed è pronto a separarsi dal cliente per mandarlo via, appena pronto, senza favorire dipendenze, né aspettative di re- incontro: fa in modo che egli vada da solo verso il suo cammino esistenziale.
Un bravo psicoterapeuta non cerca la tranquillità, il suo obbiettivo non è distaccarsi dalla vita e dalle scosse dure dell’esistenza. Lo psicoterapeuta deve essere costantemente “pronto ai mutamenti” come direbbe Goethe. Una “sana inquietudine” è il sale della vita ed il bravo terapeuta lo sa bene: diventa necessario, pertanto, che sia costantemente in contatto con le proprie emozioni, sentimenti ed il loro mutare, evitando di accomodarsi su certezze ed illusioni. 

martedì 20 giugno 2017

Essere adulti..........(l mio pensiero)...


L'adulto è un essere emozionale, ma ha la padronanza, non il controllo delle proprie emozioni........
l'adulto è tale se è capace di far convivere dentro di sè il bambino gioioso, avventuroso e spontaneo integrandolo con la saggezza e l'esperienza ...
l'adulto maschio è tale se ha una buona percentuale di femminile integrato nella personalità che gli consente di non temere la sua sensibilità e non confonderla con la debolezza
L'adulto donna è tale se la sua parte maschile integrata, la rende determinata (determinazione non equivale a durezza aggressiva) ed intraprendente nelle relazioni, nel lavoro e nella vita e non in guerra col mondo e con i maschi.....
l'adulto assume con serenità e fiducia le responsabilità della vita, del lavoro, degli affetti : essere responsabili non equivale ad essere "doveristici".....
l'adulto è un essere che ama i bambini e si abbassa per incontrarlo negli occhi, e come i bambini ama tutte le creature viventi....
l'adulto ama il proprio lavoro, si appassiona ad esso ma non vive di esso.....
l'adulto ama la sua donna coltivando la passione e la completezza e sa separarsi con determinazione quando l'amore si è esaurito......
l'adulto sa separarsi anche dal piacere quando il piacere è d'ostacolo alla felicità ed al benessere proprio e dei suoi affetti......
l'adulto ama e sa che ogni giorno è un buon giorno per morire

mercoledì 14 giugno 2017

Psicosomatica del cancro....il tentativo di far proliferare l'esistenza...


Vi è una condizione nel corpo umano di particolare sensibilità che spesso non si avverte, non si tiene in debito conto, ma attraversa silente la personalità intera e la destabilizza dalle fondamenta: "la depressione precancerosa". La depressione precancerosa si presenta strisciante, non ha sintomi clamorosi ed evidenti, ma viene spesso coperta dall'ego con impegni, doverismi, ricerche vane e affannose di ciò che non si riesce testardamente a trovare nella vita. Agisce sulle difese del sistema immunitario abbassandole gradualmente sotto i colpi dell'incapacità a vivere, dell'impotenza a cambiare ed è molto legata all'umore, alla stabilità psico-emozionale, alla potenza energetica ed alla gioia di vivere. Altre volte alza i muri dell'orgoglio e dell'ostinazione che abbassano la capacità d'amare e la generosità del cuore . La "rassegnazione", "inconscia biologica" alla incapacità di vivere e di gioire, a chiudersi dentro senza avvertire vie d'uscita fa scemare quella meravigliosa sensazione che chiamiamo " il gusto della vita". Il rifugio nell'ego, credere di essere forti non cedendo mai nemmeno all'amore, l'ambizione che divora la percezione delle proprie fragilità, il non volersi vedere e proiettare i propri malesseri su altri e sul mondo e l'incapacità ad avere una sessualità affettiva-amorosa fatta di eros e affidamento al proprio partner, la ricerca disperata di storie d'amore per fuggire da se stessi, l'ambizione che fa trascurare le ragioni dell'anima. Certi malesseri esistenziali a cui non si dà una adeguata risposta in termini di cambiamento, passaggi evolutivi della vita necessari mai risolti, predisposizione non solo in termini di familiarità ma anche di atmosfera psicologica ambientale nelle relazioni affettive rapporti di coppia senza soluzione e capacità di separazione che costringono alla rassegnazione all'impotenza ed all'incapacità al cambiamento. La forza di tutti quelli che ce la fanno, fateci caso, passa sempre per nuove scoperte di possibilità d'amore, di riprendere a credere nella vita, la solidarietà, l'affidarsi al divino, alla spiritualità, voglia di vivere e d'amare: non a caso tutti valori alti e sublimi dell'umanità che caratterizzano la maggior parte delle cosiddette "guarigioni miracolose": umanità, riconoscersi e riconoscere affetti veri, ritornare a credere in se stessi e nella vita, il senso di autostima che cresce sulla base di avercela fatta con un nuovo tesoro di esperienza interiore da portarsi dentro e da donare all'universo . 

domenica 11 giugno 2017

Maschile-Femminile...


Mi è stato chiesto come deve essere una madre per avere una buona affettività con i figli. Penso innanzitutto che una buona madre è tale se c'è un buon padre; una madre ama se ama se stessa ed il proprio compagno , accetta la femminilità e la maternità profonde senza competizioni con il maschile; che viva la maternità, l'allattamento e lo svezzamento del figlio con gioia e contatto corporeo piacevole ed accogliente (una madre che ha difficoltà di contatto col proprio corpo non trasmette accoglienza nonostante anche la buona volontà); che condivide l'esperienza col bambino giocando ( la mamma che sa giocare con amore lo sa fare) e soprattutto consente al padre di essere presente: perchè (a parte i padri assenti o inesistenti) è lei, la madre che "rinunciando al suo potere simbiotico consente alla figura maschile di entrare nella scena con un ruolo di autonomizzazione". La funzione del padre è quella del "mito dell'eroe": sottrarre i figli al dominio della Grande Madre per farli uscire dalla simbiosi materna e favorirne la disidentificazione e l'individuazione. La coniunctio tra maschile e femminile è un processo che attraversa l'esistenza intera ed è alla base della salute , soprattutto del sistema immunitario e favorisce identità, autostima e fiducia di base nella vita. 

mercoledì 7 giugno 2017

Il linguaggio del corpo...


E' il corpo che fa la differenza in una vera e autentica comunicazione. La mente ha limiti, si perde in parole, concetti ed astrazioni. Se allineiamo la mente con il linguaggio del corpo e delle emozioni, allora creiamo un asse funzionale tra mente , cuore e istintualità e realizziamo la meravigliosa "arte dell'incontro".